YouFunny - Divertimento e Benessere: Ricordiamoci delle Tradizioni


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Ricordiamoci delle Tradizioni

Non so voi ma io adoro le tradizioni
Le aspetto con una tale gioia…
E poi credo che le famiglie più belle e felici sono quelle che hanno valori e tradizioni…

Quali sono le tradizioni delle tue parti durante il periodo dell’anno?

161 commenti:

  1. Anonimo17/5/15

    *** Ascensione ***
    Oggi la chiesa celebra l'Ascensione di Gesù al cielo, una solennità che cade quaranta giorni dopo la Pasqua.
    La tradizione vuole che la sera della vigilia dell'Ascensione, venga lasciato sul davanzale della finestra, per tutta la notte, una bacinella d'acqua cosparsa in superficie da petali di rose.
    E' credenza che Gesù, alla mezzanotte, salendo in Cielo alla gloria del Padre accompagnato dai suoi angeli, benedicesse quelle acque.
    Al mattino, poi, è uso, da parte di tutti i componenti della famiglia, sciacquare il viso con il singolare preparato in segno di purificazione.

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  2. Anonimo23/6/15

    *** Notte di S. Giovanni ***
    Nella notte di san Giovanni, tra il 23 e 24 giugno, versate in un bicchiere pieno d’acqua il bianco di un uovo fresco e mettetelo all’aria aperta sul davanzale della finestra. La mattina seguente, appena fatto giorno, l'albume avrà assunto una certa forma. È tradizione che la forma assunta dall'albume indicherà il mestiere del futuro marito della fanciulla che ha fatto questo rito.

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    1. Anonimo23/6/20

      San Grato, era un vescovo di Aosta, vissuto nel V secolo (7 settembre 470).
      Gli si attribuisce il ritrovamento della testa di San Giovanni Battista, ritrovata in fondo ad un pozzo e riportata a Roma dopo aver miracolosamente placato una tempesta.
      La leggenda narra che durante la notte di s. Giovanni, nei pozzi appare la sua testa…

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    2. Anonimo23/6/24

      Un’altra tradizione molto diffusa è quella dell’acqua di San Giovanni: una bacinella, non di plastica, piena di acqua vengono immerse erbe aromatiche, fiori, petali di rose e lasciata sui davanzali o in campagna la sera del 23 giugno per catturare la rugiada.

      Si potrà godere così dei benefici della rugiada della notte di San Giovanni. Il mattino dopo verrà usata per lavarsi il viso, occhi e corpo. Secondo la tradizione, la rugiada conferisce poteri straordinari all’acqua, che proteggerà da malattie, disgrazie e dall’invidia.

      Per tradizione, le erbe e i fiori dovrebbero essere raccolti da mani di donna, a digiuno, al tramonto del 23, in numero dispari. Si raccolgono 7 qualità diverse: fiori di iperico, di artemisia, di lavanda, malva, foglie di menta, rosmarino e salvia. Ma è possibile utilizzare qualsiasi pianta aromatica e fiori. Se dovesse avanzare dell’acqua dopo il lavaggio, questa non si conserva ma dev’essere regalata.

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  3. Anonimo10/8/15

    *** Notte di S. Lorenzo *** 
    Nella notte di S.Lorenzo, tra il 10 e l’11 agosto, tutti con la testa all'insù a vedere le stelle cadenti e a esprimere desideri! 

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    1. Anonimo11/8/24

      Le notti tra il 10 e il 17 agosto sono sempre uno spettacolo naturale mozzafiato.
      Per goderselo appieno però, servono piccoli accorgimenti:

      1. RICERCATE IL BUIO
      Può sembrare banale ma, soprattutto nelle città, è complicato trovare spazi privi di interferenze luminose (case, lampioni ecc...) e che consentano un'ampia visione del cielo.

      2. SERVE PAZIENZA
      Le meteore non si manifestano a comando e in più l'occhio umano necessita di circa mezz'ora per adattarsi al buio e mettere bene a fuoco il cielo stellato. Di solito il momento migliore è tra la 22.00 e le 4.00.

      3. SAPERE DOVE GUARDARE
      Le stelle cadenti possono arrivare da ogni direzione, ma nel caso delle Perseidi è meglio orientarsi verso Nord-Est, verso la costellazione di Perseo, subito dopo la costellazione a "W" di Cassiopea: quello è il Radiante (dove "s'irradiano" le stelle cadenti) da lì giungono gran parte delle meteore.

      4. OCCHI AL CIELO
      Non usate binocoli, inutili, né guardate gli smartphone, poiché la loro illuminazione obbligherà i vostri occhi ad abituarsi nuovamente al buio, con il rischio di farvi perdere qualche stella cadente.

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  4. Anonimo14/8/15

    *** Notte di Ferragosto ***
    Nella notte di Ferragosto, tra il 14 e il 15 agosto, è tradizione fare il falò in spiaggia, magari anche una grigliata e poi tutti a fare il bagno a mezzanotte!

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  5. Anonimo15/8/15

    *** Ferragosto *** 
    Il 15 agosto è il giorno dei gavettoni, non solo in spiaggia ma anche nei 
    parchi e nelle strade di città. E tu hai già preparato palloncini, bottiglie e 
    secchi? 

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    1. Anonimo15/8/16

      La tradizione popolare della gita turistica di Ferragosto nasce durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni venti, nel periodo ferragostano il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all'istituzione dei "Treni popolari di Ferragosto", con prezzi fortemente scontati.

      L'iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L'offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della "Gita di un sol giorno", nel raggio di circa 50-100 km, e della "Gita dei tre giorni" con raggio di circa 100–200 km.

      Durante queste gite popolari la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d'arte. Nondimeno, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco.

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    2. Anonimo15/8/17

      La tradizionale grigliata di Ferragosto
      Nonostante il caldo che solitamente accompagna questa ricorrenza, sono tantissime le persone che scelgono di festeggiarla davanti a un barbecue, insieme agli amici e con l'immancabile presenza del cocomero ben freddo.

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    3. Anonimo15/8/20

      e non dimenticare 'O vino c'â percoca

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    4. Anonimo15/8/25

      Ferragosto è il nome popolare italiano, di origine romana antica, del giorno festivo dell'Assunzione di Maria, celebrato il 15 agosto in gran parte dei paesi cattolici.
      Si ritiene che derivi da ferie in onore di Augusto (Feriae Augusti) celebrate in antichità il 1° agosto, probabilmente trasportate e assorbite nella festività religiosa del 15 agosto in epoca cristiana.

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  6. Anonimo1/11/15

    *** Giorno dei Morti ***
    - Una tradizione meridionale è quella di mangiare il soffritto il giorno dei morti.
    Gli ingredienti principali della zuppa forte o soffritto napoletano sono le interiora di maiale, che si possono acquistare dal proprio macellaio di fiducia già pronte e condite. Basta solo riscaldarle in padella ed il soffritto è pronto.
    - Il torrone dei morti è un dolce tipico napoletano che si prepara o si acquista il giorno dei morti.

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    1. Anonimo1/11/18

      Ad impreziosire le tavole in questi giorni, non ci sono solo dolci ma anche il frutto del “Melograno” che matura appunto a novembre.

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    2. In questi giorni puoi chiedere l'Indulgenza Plenaria per i Defunti.

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    3. Anonimo2/11/22

      Andare al cimitero ad onorare tutti i parenti defunti.
      Si dovrebbe andare il 2 novembre in occasione della giornata dei morti ma si preferisce il primo perchè è festivo.

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  7. Anonimo5/11/15

    Parecchi anni fa non si usava festeggiare il compleanno ma solo l'onomastico.
    In queste ricorrenze si usava preparare il "caffè a cioccolato" (altro non era che una tazzina di cioccolata calda!). Lo si preparava in un grosso pentolone perché veniva offerto a tutte le persone del palazzo, insieme ad un biscotto lungo che lo inzuppavano dentro al caffè a cioccolato!

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  8. Anonimo25/11/15

    *** 25 Novembre – Santa Caterina ***
    Il 25 novembre dalle mie parti si dice:
    “comm Catarenea accussì Natalea!”
    Cioè le condizioni del tempo di Natale, saranno le stesse di quelle della giornata di santa Caterina (che viene giusto un mese prima)

    Ho sentito che il proverbio completo è:
    ”Comme Catarenea accussì Barbarea… comme Barbarea accussì Natalea”
    Con “Barbarea” si intende S. Barbara (la cui ricorrenza è il 4 dicembre)

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  9. Anonimo29/11/15

    *** Domeniche dell’Avvento ***
    La Corona dell'Avvento è una tradizione natalizia.
    È una struttura di forma circolare formata da rami di piante sempreverdi (tipicamente conifere) all'interno della quale sono inserite quattro candele.
    La corona dell'Avvento simboleggia le settimane che mancano al Natale: le quattro candele vanno accese ciascuna in una domenica di Avvento.

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    1. Anonimo3/12/23

      Il periodo dell’Avvento, è il tempo di preparazione al Natale, la festa della Luce. Una tradizione molto antica, nata nei paesi di cultura germanica e anglosassone, prevede la preparazione della corona dell’avvento, fatta di rami di sempreverdi (di abete, pino…) e candele colorate.

      La corona ha come base delle candele un tema legato alla natura: foglie di alberi (abete o pini). Vengono utilizzati in genere i rami di pino o di abeti verdi, perché sono un simbolo di vita eterna e segno di speranza. Il Messia sta per ritornare sulla terra per sconfiggere il buio e le tenebre.

      La corona ha una forma circolare, perché fin dai tempi più antichi il cerchio rappresenta il segno dell’eternità e al tempo stesso dell’unità. La sua forma circolare ricorda anche il ciclo delle stagioni e la fedeltà di Dio verso l’uomo.

      Le quattro candele della corona rappresentano le quattro domeniche dell’Avvento e devono essere accese una per settimana. Esse hanno un significato ben preciso.

      La prima candela, di colore viola, è la Candela del Profeta, ed è anche detta la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita del bambino Gesù, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta.

      La seconda candela, di colore viola, è la Candela di Betlemme. Viene chiamata la candela della salvezza e ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore.

      La terza candela, di colore rosa, è la Candela dei pastori. È la candela della gioia, poiché furono i pastori i primi ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la buona novella.

      La quarta candela, di colore viola, è la Candela degli Angeli. Con essa onoriamo i primi che annunciarono al mondo la nascita del Messia, ossia i nostri adorati angeli.

      Secondo un’altra tradizione, l’accensione di ogni candela indica la vittoria della Luce sulle tenebre che avviene grazie alla venuta del Messia. In alcune versioni c’è anche una quinta candela, di colore bianco, da mettere all’interno della corona: la candela rappresenta Cristo ed è accesa con i primi vespri della Vigilia di Natale.

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    2. Anonimo7/12/23

      Le quattro candele
      Le quattro candele bruciano lentamente.
      La prima dice: «Io sono la pace, ma gli uomini non mi vogliono. Preferiscono le armi1 e la guerra.» E poi si spegne.
      La seconda dice: «Io sono la fede, ma agli uomini non interesso. Non hanno bisogno di me!» Appena finisce di parlare, la candela si spegne.
      Molto triste, la terza candela dice: «Io sono l’amore, ma gli uomini non capiscono la mia importanza. Spesso preferiscono odiare!» E anche la terza candela si spegne.
      In quel momento entra nella stanza un bambino e vede le tre candele spente. «Ma cosa fate! Dovete rimanere accese, io ho paura del buio!» E inizia a piangere.
      Allora la quarta candela dice: «Non piangere! Finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: io sono la speranza
      Con gli occhi rossi e lucidi, il bambino prende la candela della speranza e riaccende tutte le altre.

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  10. Anonimo8/12/15

    *** 8 dicembre - Immacolata Concezione ***
    L’8 dicembre si va in Chiesa, per partecipare alla celebrazione dell'Immacolata Concezione. Sin da piccolo e ancora oggi, il coro della Chiesa canta sempre una bellissima canzone Come Maria.

    Fra le usanze tipiche legate all'8 dicembre c'è quella dell'albero di Natale che in questo giorno speciale, con tutta la famiglia riunita, viene addobbato e decorato. Oltre all'albero, la tradizione vuole che si decora tutta la casa con ghirlande, festoni e decorazioni tipiche.

    L'8 dicembre è naturalmente anche il giorno del presepe. Ogni anno andrebbe aggiunto un nuovo pezzo, un pastorello, una pecorella, una contadina… E' quindi usanza diffusa in molte famiglie quella di recarsi ai mercatini natalizi o in negozi specializzati, sempre aperti nel periodo dell'Avvento, per acquistare questo nuovo personaggio che andrà ad arricchire e rendere più bello il presepe.

    Inoltre, in occasione della festività dell’Immacolata Concezione, spesso in TV, per tradizione, trasmettono il film “Bernadette” del 1943. Questo film narra la storia dell'umile pastorella francese Bernadette Soubirous che a Lourdes assiste alle apparizioni della Vergine Maria e lotta involontariamente contro le autorità giudiziarie di Lourdes e di tutta la Francia e anche contro la Chiesa stessa, per farsi credere.

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  11. Anonimo8/12/15

    Quando ero piccolo, di questi tempi, a casa venivano i zampognari che suonavano la Novena di Natale.
    A volte ci regalavano la "Cucchiarella" cioè un cucchiaio di legno fatto da loro.

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    1. Anonimo30/12/17

      *** Recita di Natale ***
      Una bellissima tradizione di questo periodo è la Recita di Natale, spesso incentrata sul tema Natalizio in chiave religiosa.

      I bambini imparano per mesi e mesi ripetendo la loro parte e tra piccoli errori è sempre divertente seguirli ed incitarli.
      A scuola ci pensano le maestre a insegnare ai bambini le sceneggiature per una buona riuscita della performance e quando sono a casa tocca ai genitori ingegnarsi nelle rappresentazioni del personaggio.

      Per ogni genitore che si rispetti, il momento della recita a scuola dei propri figli è uno dei più emozionanti ❤
      …e che bellezza vedere il risultato finale, quando i bimbi sono contenti di aver dato il meglio e i genitori scherzano su qualche piccolo errore che si può sempre presentare in un attimo di emozione come quello di salire sul palco, davanti alla platea.

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    2. La leggenda delle decorazioni natalizie
      Un tempo, un taglialegna, mentre ritornava a casa durante una notte fredda ma illuminata dalla luna, trovò un meraviglioso pino i cui rami erano ricoperti di ghiaccio. II gioco di luce faceva risplendere l'albero in ogni punto creando un forte di scintillio su tutti i rami.
      Desideroso di condividere questa magia con i propri cari, decise di tagliare un piccolo pino e, una volta a casa, di decorarlo con delle candele e nastri bianchi per riprodurre la luce delle stelle.
      L'albero decorato era così bello che anche i vicini del taglialegna decisero di addobbare un albero di Natale nelle proprie case.

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  12. Anonimo20/12/15

    *** 4° Domenica dell’Avvento ***
    In Chiesa, dopo la celebrazione della Santa Messa, si tiene la benedizione del “bambinello”, la statuina di Gesù bambino che sarà messa sul presepe a Natale.

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    1. Anonimo25/12/20

      Cesto Natalizio
      Poco prima di Natale, è usanza donare alle suocere il tradizionale Cesto Natalizio.
      Si tratta di un grosso cesto in vimini con paglia sparsa sul fondo, dove oltre ai classici prodotti alimentari (formaggi, salumi, olio, zucchero, caffè, pasta…), non possono mancare le specialità Natalizie: il pandoro, spumante, lenticchie, zampone, fichi secchi, torrone…
      Al termine si coprono i prodotti con un foglio trasparente e magari un nastro rosso.

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  13. Anonimo23/12/15

    *** 23 Dicembre – Antivigilia di Natale ***
    È una tradizione antichissima, il mercato del pesce durante la notte del 23 dicembre, che vede coinvolti tutti i venditori ittici o almeno quelli del centro napoletano…

    Anche solo per guardare, infatti, sono molti i curiosi che si introducono in queste aree, tra l’odore di pesce fresco e le strade bagnate, dove nelle vasche sguizzano i capitoni e le vongole spruzzano acqua, bagnando i passanti!

    I mercati più attivi sono quello di Porta Nolana dietro le mura, quello della Pignasecca, dei Vergini, del Borgo di Sant’Antonio, di Antignano e Pozzuoli.

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    1. Anonimo23/12/16

      La sera c’è l’usanza di comprare o fare in casa la pasta di pane, che lieviterà tutta la notte e con cui si farà la pizza il giorno dopo per il pranzo della vigilia...

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  14. Anonimo24/12/15

    *** 24 Dicembre – Vigilia di Natale ***
    La mattina mi piace tanto visitare i mercatini vicini alla mia città.
    Dopo una bella mattinata di cammino, corro a casa a mangiare la pizza con la scarola!
    Dopo la pizza e un bel caffettino, di nuovo in giro a passeggiare per il centro, per i negozi e per vedere altri mercatini!!!

    La sera cena in famiglia, con il tradizionalissimo menù:
    - Spaghetti con le vongole
    - Capitone e baccalà fritto
    - a “nzalata e rinforzo” fatta con le papaccelle. Le papaccelle sono dei peperoni corti e polputi, adatti ad essere condite con olio, sale, aceto, olive verdi, acciuge…
    - dolci tipici: roccocò, mustacciuoli, raffiuoli, susamielli, struffoli, la "pasta reale"…
    - infine si completa con la frutta secca (noci, mandorle, nocelle, nocciole, pistacchi), i fichi secchi, i datteri, i canditi e le prugne
    Durante la cena mia madre diceva: “Se cade qualcosa a terra, non raccoglierlo, se lo mangia il bambinello!”

    Poi andiamo in Chiesa per la Santa Messa di mezzanotte… e infine ci raduniamo tutti a casa di qualche amico, a giocare e a divertirci… ma più a divertirci e che a giocare!!!

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    1. Anonimo24/12/16

      Oltre a tutta questa roba, mangiamo anche i cannoli… proprio quelli originali della Sicilia!

      Al porto di Napoli arrivano grossi carichi di queste delizie, con le navi da Palermo… e vengono distribuiti in tante pasticcerie!

      Ah dimenticavo, sempre in tema di dolci, c’è pure il pandoro e il panettone!!!

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    2. Anonimo24/12/16

      Babbo Natale va matto per i biscotti.
      Ecco allora come accoglierlo e rifocillarlo la notte tra il 24 e 25 dicembre:

      La notte del 24 dicembre in tutte le case del mondo arriva Babbo Natale carico di doni… per i bambini buoni.
      Affronta un lungo viaggio insieme alle sue renne e ha bisogno di rimettersi in forze. Ecco perché è importante lasciare vicino all’albero qualcosa di buono da mangiare.
      Una tazza di latte caldo e un piattino di biscotti per Babbo Natale fatti in casa sono il suo spuntino notturno preferito.
      E poi non dimenticatevi delle renne. Per loro tante carote fresche e un po’ di acqua.

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    3. Anonimo26/12/24

      Il Torrone è uno dei dolci tradizionali del Natale, al pari con i panettoni artigianali e i dolci tipici.
      Non a caso, anche i cesti natalizi gastronomici lo includono quasi sempre, divenendone perciò un prodotto immancabile.
      Venduto in due varianti: morbido e duro, tradizionalmente coperti sotto e sopra da un'ostia sottile e croccante.

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  15. Anonimo25/12/15

    *** 25 Dicembre – Natale ***
    La prima cosa che facciamo a Natale, dopo gli auguri, è mettere la statuina di Gesù bambino sul presepe.

    Dopo essere andati in Chiesa per la Santa Messa di Natale, andiamo a casa per il tradizionale pranzo in famiglia.
    In genere mangiamo gli avanzi della sera precedente, ma per il pranzo di Natale è tradizione preparare la “minestra maritata” fatta con la scarola, il salamino piccante e tante altre cose!

    A Natale e a Capodanno c’è il tradizionale bacio sotto al Vischio...
    Durante queste feste il vischio viene appeso sulla porta di casa. Se due innamorati si baciano sotto questo ramoscello, terranno lontani da loro problemi e difficoltà.

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    1. Anonimo25/12/16

      di mattina apriamo i regali che Babbo Natale ha portato durante la notte...
      ...e come ogni anno, scopriamo che ha gradito il latte e i biscotti che gli abbiamo preparato la sera precedente...
      ...infatti lascia sempre la tazza e il piattino vuoto!

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    2. In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

      Idee di Lavoretti di Natale.

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    3. Anonimo25/12/17

      Al termine del pranzo, quando viene sparecchiata la tavola, con gran sorpresa il papà trova sotto al suo piatto una letterina di auguri da parte del figlio!

      …e tutti in silenzio ascoltano la poesia che il piccolo recita sopra a una sedia!

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    4. Anonimo25/12/20

      Ecco alcuni dei più bei canti del coro in Chiesa, in occasione del Santo Natale:
      - Verbum Panis
      - Adeste fideles
      - Astro del ciel
      - Bianco Natale

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  16. Anonimo26/12/15

    *** 26 Dicembre - S. Stefano ***
    Dalle mie parti c'è la cappella di S. Stefano. È una piccola chiesina che aprono una sola volta l'anno, proprio il 26 dicembre in occasione di S. Stefano.
    Oramai per noi è una tradizione andare in quella chiesa di questa giornata.

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    1. Anonimo26/12/19

      La chiesa più antica di Grumo Nevano è la chiesa di Santo Stefano, che risale a prima del Seicento e che fu edificata nella zona più antica del paese, attuale piazza Capasso, da devoti del santo.

      Era proprietà dei signori Guerra di Massalubrense.
      E' stata curata per molti anni da Angelo D'Errico, debitamente autorizzato dalla famiglia proprietaria.

      La chiesa custodisce affreschi e una statua del santo di autore ignoto.

      Ogni anno vi si continua a celebrare la messa nel solo 26 dicembre.

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  17. Anonimo30/12/15

    *** 30 Dicembre – Antivigilia di Capodanno ***
    La notte del 30 Dicembre, si ripete la tradizionale visita al mercato del pesce, proprio come avviene il 23 dicembre.

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    1. Anonimo30/12/16

      Anche in questa serata, come per l’antivigilia di Natale, c’è l’usanza di comprare o fare in casa la pasta di pane, che lieviterà tutta la notte e con cui si farà la pizza il giorno dopo per il pranzo dell’ultimo dell’anno...

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  18. Anonimo31/12/15

    *** 31 Dicembre – Ultimo dell’anno ***
    La giornata del 31 dicembre, la trascorro in modo identico a quella del 24 dicembre che ho illustrato nei commenti precedenti: passeggiata per i mercatini (mattina e sera), a pranzo pizza con scarola e cena in famiglia con lo stesso menù della vigilia di Natale, ma con l’aggiunta del tradizionale zampone con lenticchie a mezzanotte ed anche l’uva… Chi mangia uva a capodanno conta soldi tutto l’anno!
    Infine di nuovo a casa di amici a divertirsi, dopodiché aspettiamo l’alba vicino al mare guastandoci un bel cornetto caldo!

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    1. Anonimo31/12/17

      Le candele sono una tradizione del cenone.
      Le accendiamo a inizio cena per illuminare la tavola fino alla mezzanotte.
      Creano un'atmosfera magica e danno calore alla tavola.
      Vanno poste su un centrotavola oppure su un bel candelabro in argento.

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    2. Anonimo31/12/20

      La tradizione di indossare qualcosa di rosso la notte del 31 dicembre: la classica biancheria intima (perizoma, slip…) oppure cravatte o papillon con paillettes!

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    3. Anonimo31/12/20

      Non dimenticate il bacio sotto al vischio!

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    4. Anonimo25/11/21

      in questa giornata è tradizione comprare i fuochi artificio: candela magica (fiammelle), razzetto fischiabotto, vulcani, fontane luminose (multi-ugelli), razzi, batterie, fiaccole (candela romana), pop pop, miccette (butticell), minerve svedesi (Elvis E81 del 1985) e poi c’erano le pericolosissime cipolle e pallone di Maradona...

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  19. Anonimo5/1/16

    *** Notte della Befana ***
    Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, si tengono i mercatini della Befana, dove si possono trovare ogni genere di giocattoli, calze, caramelle, cioccolate, snack, carbone...

    Quand’ero piccolo era tradizione ricevere regali dalla Befana e non da Babbo Natale!
    Si andava a letto presto e durante la notte gli occhi dovevano restare obbligatoriamente chiusi, altrimenti la Befana non sarebbe passata!

    La mattina aprivo gli occhi e per sorpresa trovavo una bella calza piena sul mio letto e i regali nella stanza!

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    1. Anonimo5/1/19

      «La Befana vien di notte
      con le scarpe tutte rotte
      con le toppe alla sottana
      viva viva la Befana!»


      La Befana è una vecchina che indossa gonnoni lunghi, lisi e rattoppati in maniera allegra; spesso indossa il grembiule.
      Usa inoltre calzettoni pesanti antifreddo e scarpe comode.
      Sulle spalle, a volte ingobbite, ha sempre uno scialle di lana pesante e colorata.
      Al posto del cappello usa un fazzolettone di stoffa pesante (la pezzóla), annodato in modo vistoso sotto il mento.
      Vola su scopa di saggina che cavalca tenendo le ramaglie davanti a sé.

      La più bella tradizione di questa sera è quella di appendere la calza vuota sul camino...
      Se abbiamo fatto i bravi, domani la ritroveremo piena di dolci…
      Se siamo stati cattivi sarà piena di carbone.

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    2. Anonimo5/1/19

      La Leggenda della Befana
      C’era una volta una casetta che sorgeva un po’ discosta dal villaggio.
      Era una casetta piccola e un po’ malconcia e ci viveva una vecchina che usciva ogni mattina per fare legna nel bosco. Poi tornava a casa e si sedeva accanto al focolare insieme al suo gattino.
      Raramente vedeva delle altre persone: nel villaggio aveva la fama di essere una strana vecchina, un po’ maga e nessuno si spingeva fino a quella casetta isolata, soprattutto in inverno, quando venti gelidi colpivano a raffica le regione.
      Una sera, una fredda sera di gennaio, la vecchina (che si chiamava Befana) sentì all’improvviso bussare alla sua porta. Naturalmente si spaventò: chi poteva essere, a quell’ora e con quel tempo? All’inizio non voleva aprire ma poi la curiosità la vinse. E quando aprì... oh, meraviglia! Davanti a lei c’erano tre orientali riccamente vestiti, che erano scesi dai loro cammelli per chiederle la strada per Betlemme.
      La vecchina era stupefatta: perché mai volevano andare a Betlemme? I tre viandanti – sì, proprio loro, i Re Magi! – le raccontarono allora che stavano andando a portare i loro doni al Bambino Gesù e la invitarono a unirsi a loro. La Befana ci pensò un po’ su, ma... chi se la sentiva di partire con un freddo simile? Così li lasciò andare, dopo aver dato loro le indicazioni che chiedevano.
      Poi però si pentì. Aveva commesso un grande errore! Presto, doveva raggiungerli! Così uscì a cavallo della sua scopa (sì, la Befana un po’ maga lo era davvero!) per cercarli e andare con loro a rendere omaggio a Gesù ma non riuscì più a trovarli.
      Perciò ebbe un’idea: si fermò in tutte le case, lasciando un dono a ogni bambino, nella speranza che uno di loro fosse Gesù. E da allora ha continuato, anno dopo anno, a portare i suoi doni a tutti i bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

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    3. Anonimo5/1/24

      La Befana
      Bambini, chiudete gli occhietti
      che già la Befana cammina sui tetti!

      Cammina col sacco imbottito
      di dolci e giocattoli belli, capito?

      Ma guai se vi sente parlare!
      La vecchia borbotta, la fate scappare!

      Se invece vi vede dormire,
      pian piano le calze comincia a riempire.

      E quando verrà l’indomani,
      oh, quanti di voi batteranno le mani!

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  20. Anonimo6/1/16

    *** 6 Gennaio – Epifania ***
    la classica frase che dicevo da piccolo quando trovavo la calza e i giocattoli:
    “stanotte è passata la befana!”

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    1. Anonimo6/1/20

      Nella festa dell'Epifania, viene commemorata la visita dei Magi a Gesù bambino.

      I Magi erano dei sacerdoti astronomi d'Oriente che, secondo il Vangelo di Matteo, giunsero a Gerusalemme seguendo la stella cometa. La stella li guidò fino alla mangiatoia del Messia, Re dei Giudei, a cui portarono in dono l'oro, l'incenso e la mirra.

      Secondo l'apostolo Matteo, i magi erano 3 in rappresentanza delle tre razze umane: fin dalle prime rappresentazioni vennero infatti raffigurati il primo con tratti europei, il secondo come un giovane moro mentre il terzo come un orientale.

      Nella tradizione della Chiesa occidentale i nomi dei Re Magi sono Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma in altre culture vengono chiamati diversamente.

      Secondo la tradizione Melchiorre era uno studioso persiano, Gaspare uno studente indiano mentre Baldassarre uno studente arabo. Questi tre personaggi fanno parte del presepe tradizionale insieme al Bambin Gesù, Maria, Giuseppe, l'asino, il bue, i pastori, le pecore, gli agnelli e gli angeli.

      In genere Melchiorre è vestito come un sovrano medioevale con barba e capelli bianchi, Gaspare indossa un costume simile a Melchiorre, ma ha i capelli castani mentre Baldassarre, di carnagione scura, è vestito come un arabo.

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  21. Anonimo16/1/16

    *** 16 Gennaio – S. Tammaro ***
    Abito a Grumo Nevano in provincia di Napoli ed in occasione della festività patronale di San Tammaro, è tradizione preparare le polpette.
    Questa antica tradizione, esiste perché le polpette sono fatte con la carne e in passato non tutti potevano permettersi di mangiarle tutti i giorni e quindi erano riservate per le occasioni come il giorno in cui si festeggia San Tammaro, patrono di Grumo Nevano. E nonostante gli anni trascorsi, la tradizione continua…

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    1. Anonimo16/1/20

      Castagnata
      In occasione della festa di S. Tammaro, fuori alla Basilica, si teneva la tradizionale Castagnata: distribuzione di castagne arrostite in piazza, servite tradizionalmente nel classico cartoccio.

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    2. Anonimo3/9/20

      *** Feste di Paese ***
      L’avvenimento più atteso dell’anno, che aggrega non solo amici e parenti che si danno appuntamento per l’occasione, ma favorisce anche incontri nuovi, rispetto a quelli di tutti i giorni.

      Dalle mie parti il santo patrono è il 16 gennaio ma questa festa viene celebrata maggiormente nel periodo estivo: la prima domenica di settembre.

      I festeggiamenti iniziano il giovedì precedente:
      - Processione del Santo per le strade cittadine (viene accolto per le strade con fiaccole, coperte più belle stese, fuochi d’artificio…)
      - Luminarie nelle strade e piazze del centro
      - Venditori ambulanti: camion del torrone, "pazziell" (giocattolini, tra cui i classici: ruota con sonaglini, paperella sonaglini, lucertola di spugna), zucchero filato, gommose, mele caramellate, noccioline caramellate, palloncini a elio, pesciolini rossi, cassette musicali…
      - Baraccone del tiro a segno con fucile e altri giochi a premi
      - Simulacro Incendio Campanile

      Domenica della festa:
      - A letto è bello sentire gli spari in lontananza dei fuochi d’artificio mattutini…
      - Santa Messa
      - Pranzo di festa
      - La sera spettacoli in piazza

      Domenica successiva:
      - Ritiro del Santo
      - Fuochi d’artificio

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    3. Sparo delle diane (fuochi mattutini “apri festa”)

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    4. gioco pesca a premi "si vince sempre"

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    5. Anonimo25/6/22

      venditori ambulanti anche caramelle frutteto

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    6. Anonimo28/11/22

      venditori ambulanti anche ciucci caramelle

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    7. Anonimo3/9/23

      La domenica della festa è usanza anche cucinare le Lasagne

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    8. Anonimo25/4/26

      Venditori ambulanti cassette musicali "Mixed by Erry"

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  22. Anonimo17/1/16

    *** 17 Gennaio – S. Antonio Abate ***
    Festeggiato un po’ ovunque sul territorio italiano, alla sua devozione popolare sono associate le benedizioni degli animali ed i falò che si accendono (pare che la tradizione voglia con gli alberi di natale), da cui la festa prende il nome popolare di “Fuoco di S. Antonio”.
    Sulla cima del falò è collocato un fantoccio di paglia vestito con abiti vecchi. Simboleggia l'anno vecchio che è bruciato e che quindi è pronto per nascere nuovamente.

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    1. Anonimo17/1/21

      In questo giorno si toglie l'albero e il presepe, infatti la tradizione vuole che il falò si faccia con gli alberi di natale.

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    2. Anonimo17/1/21

      Secondo una leggenda del Veneto e dell'Emilia, la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare.
      Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio e si racconta di un contadino che, preso dalla curiosità di sentire le mucche parlare, morì per la paura.

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  23. Anonimo30/1/16

    Quand’ero piccolo ricordo che in occasione della festa di un paese, allestivano il palo di sapone!!!
    Si trattava di un palo alla cui sommità venivano legati salami, formaggi, pancette…
    La scalata per impossessarsi di quei tesori era ardua perchè la superficie del palo era accuratamente spalmata di sapone!

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  24. Anonimo2/2/16

    *** 2 Febbraio – Festa della Candelora ***
    Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti".

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    1. Anonimo2/2/22

      Il Giorno della marmotta (Groundhog Day, in inglese) è una festa celebrata negli Stati Uniti e nel Canada il 2 febbraio.

      La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l'inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l'inverno continuerà per altre sei settimane.

      Il Giorno della marmotta nei media:
      • Ricomincio da capo (1993) con Bill Murray

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    2. Anonimo2/2/23

      "Quanno arriva 'a Cannelora d'a vernata simmo fora, ma si chiove o mèna viento, quaranta juorne 'e male tiempo"

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  25. Anonimo3/2/16

    *** 3 Febbraio – San Biagio ***
    Dalle mie parti si dice:
    “San Biase, 'o sole pe' case”

    Questo detto napoletano viene letteralmente tradotto in “San Biagio, il sole nelle case”, perché dopo il rigidissimo inverno, spesso proprio in questi giorni un po’ di sole con i suoi primi raggi dona un po’ di torpore alle fredde case partenopee.

    Di San Biagio, è tradizione compiere una benedizione della gola con le candele benedette il giorno precedente (festa della Candelora), poiché, tra i miracoli che sono stati attribuiti a questo santo, figura anche il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce; per questo motivo, nell'iconografia san Biagio viene spesso rappresentato con candele.

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    1. Anonimo3/2/17

      Esiste anche un altro proverbio, nato e diffusosi in ambiente contadino, che significa proprio l’esatto contrario:
      “Dicette Cannelora: ‘a vierno stammo fora. 
      Rispunnette san Biase: vierno mo’ trase. 
      Ma dicette a vecchia antica: tanne ‘a vierno stamme fora, quanno ‘a foglia ‘e fica è quanto ‘o pere ‘e voia”

      Disse Candelora: dal inverno siamo fuori.
      Rispose san Biagio: l’inverno adesso comincia.
      Ma disse la vecchia saggia: dal inverno saremo fuori, quando la foglia del fico sarà quanto lo zoccolo del bue.

      Dunque a seguire il detto, l’inverno sarebbe appena cominciato e finirebbe a giugno, quando la foglia di fico raggiungerà la grandezza del piede di un bue.

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  26. Anonimo7/2/16

    *** Domenica di Carnevale ***
    Quand’ero piccolo durante la domenica di carnevale, ma anche in alcune precedenti, bisognava stare molto attenti a quando si usciva!
    Per le strade c’erano bande di ragazzi che ti spruzzavano con le bombolette oppure ti lanciavano le uova!
    Sembrerebbe seccante ma ci divertivamo tantissimo a stare con gli occhi aperti ad evitare gli scherzi e magari a ricambiarli!!!

    In questi giorni, si vedono per strada i più piccoli mascherati… in mattinata organizzano quasi in tutte le piazze feste sui palchi per i bambini…
    E poi nel pomeriggio e di sera, nelle città più famose per il carnevale, già si è in piena festa!!!

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    1. Anonimo28/2/17

      *** Quarantore ***
      Nel Cristianesimo le Quarantore indicano il periodo di tempo trascorso da Gesù Cristo fra la sua morte (venerdì pomeriggio) e la sua risurrezione (domenica mattina).
      La liturgia cattolica commemora quest'arco cronologico con la pubblica adorazione eucaristica del Santissimo Sacramento visibile nell'ostensorio solennemente esposto su di un trono con una residenza maestosa nel posto più alto e centrale dell'altare, pratica religiosa compiuta non soltanto durante il Triduo Pasquale ma anche in altre particolari occasioni, come: domenica di carnevale (in attesa della Quaresima), domenica delle palme e lunedi e martedì santo.

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    2. Anonimo19/2/23

      Ricette utili:
      - Lasagne
      - Polpette
      - Migliaccio

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  27. Anonimo9/2/16

    *** Carnevale ***
    A Carnevale (martedì “grasso”) la tradizione vuole che vengano consumati tutti i cibi più prelibati rimasti in casa, che durante la quaresima non potranno essere mangiati, tra cui la carne.
    E a casa mia non siamo da meno a questa tradizione!!!
    Ecco il nostro menù di Carnevale:
    - lasagne
    - polpette fritte
    - migliaccio
    - chiacchiere
    - sanguinaccio

    La sera, non può mancare la tradizionale festa per strada, in qualche città famosa per il Carnevale… a cui partecipiamo ogn’anno con un costume diverso preparato da noi!

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    1. In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

      Idee di Lavoretti di Carnevale.

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    2. Anonimo25/2/20

      Le catene di stelle filanti si usavano per addobbare per Carnevale la propria classe a scuola.
      Le facevamo incollando pazientemente gli anellini di stelle filanti con la colla.

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    3. Anonimo21/2/23

      Ricette utili:
      - Lasagne
      - Polpette
      - Migliaccio

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  28. Anonimo10/2/16

    *** Mercoledì delle Ceneri ***
    Il mercoledì delle Ceneri è tradizione in diverse regioni mangiare il baccalà…
    A casa mia lo mangiamo fritto e con i friarielli. Un abbinamento gustosissimo 

    In questa giornata è tradizione anche fare la scampagnata: una breve gita in campagna oppure nei parchi… che facevamo sempre da piccoli.

    La parola "ceneri" richiama in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza questo primo giorno di quaresima, durante il quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità (destinata a finire) della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima.
    Per questo il rito dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» o la più recente «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), introdotta dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II con riferimento all'inizio della predicazione di Gesù.

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    1. Anonimo1/3/17

      Il Mercoledì delle Ceneri è una giornata da dedicare al digiuno, all'astinenza, alla carità e alla preghiera.

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    2. Anonimo6/3/19

      Nel periodo della Quaresima, viene il sacerdote per la Benedizione della casa, in occasione dell’arrivo della Pasqua.

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    3. Anonimo6/3/19

      Le ceneri che il celebrante sparge sui fedeli sono ricavate bruciando i ramoscelli d’ulivo distribuiti la Domenica delle Palme dell’anno precedente.

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    4. Anonimo20/2/26

      Mercoledì delle Ceneri: previsto il precetto dell'astinenza dalle carni

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  29. Anonimo28/2/16

    *** 3° Domenica di Quaresima ***
    In Chiesa, dopo la celebrazione della Santa Messa, vengono consegnati sacchetti di grano, che saranno seminati in piattini.

    “Se il Chicco di Grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore, produce molto frutto.” (Giovanni 12,24)

    Il mercoledì prima di Pasqua, i piattini con i germogli di grano, saranno portati in Chiesa, per allestire l’Altare della Reposizione del Giovedì Santo.

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    1. Anonimo9/4/20

      La tradizione vuole che questi germogli debbano essere chiari, di un colore giallino, quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia che simboleggia il corpo di Cristo.
      Per ottenere questo, vanno tenuti al buio, altrimenti se prendono la luce si sviluppa la clorofilla e diventeranno verdi.

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    2. ISTRUZIONI PER LA SEMINA
      - Tenere il grano in ammollo in acqua tiepida per un paio d'ore prima della semina.
      - Mescolare della segatura di legno con poca acqua per farla ammorbidire (la segatura, rispetto al terreno, aiuterà i semi a mettere radici più velocemente).
      - Riempire il contenitore per la semina con l'impasto di segatura fin quasi all'orlo.
      - Ricoprire con il grano tutta la superficie del contenitore, avendo cura di non lasciare spazi vuoti.
      - Riporre il contenitore in un luogo rigorosamente buio (l'assenza di luce permetterà ai germogli di mantenere il caratteristico colore giallo) e riparato dal freddo.
      - Annaffiare ogni due giorni con poca acqua (il terreno deve mantenersi umido, ma evitare il ristagno d'acqua).
      - Quando i germogli di grano saranno alti innaffiare meno frequentemente per evitare che possano marcire.

      PREGHIERA
      Questo grano che cresce nell'ombra sia, Signore, il segno della nostra segreta penitenza, dell'amore segreto per il prossimo, della Vita tua che misteriosamente attraverso la morte cresce dentro di noi per una divina Resurrezione.
      Amen.

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    3. Anonimo15/4/25

      Cesto Pasquale
      Poco prima di Pasqua, è usanza donare alle suocere il tradizionale Cesto Pasquale.
      Si tratta di un grosso cesto in vimini con paglia sparsa sul fondo, dove oltre ai classici prodotti alimentari (formaggi, salumi, olio, zucchero, caffè, pasta…), non possono mancare le specialità Pasquali: la Colomba, ovetti di cioccolato sparsi…
      Al termine si coprono i prodotti con un foglio trasparente e magari un nastro rosso.

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    4. Anonimo8/3/26

      Riguardo al grano, se non hai a disposizione terra o segatura, l'ovatta è un'ottima alternativa.
      Usa inoltre una scatola di scarpe per farlo crescere completamente al buio, in modo che diventi chiaro e non verde.
      Ricorda di sollevarla qualche minuto al giorno (durante le ore buie) per il ricambio d'aria.

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  30. Anonimo19/3/16

    *** 19 Marzo - S. Giuseppe e Festa del Papà ***
    La festa del Papà è celebrata in varie date in tutto il mondo, spesso è accompagnata dalla consegna di un regalo al proprio padre e anche alla letterina di auguri nascosta sotto al piatto per fargli una sorpresa!
    In Italia, come in altri paesi, si celebra in occasione di San Giuseppe padre putativo di Gesù Cristo.

    In occasione di questa festa è tradizione mangiare un tipico dolce napoletano, che prende il nome di “zeppola di San Giuseppe”.
    Secondo la tradizione, dopo la fuga in Egitto, con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera.
    Sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata e possono essere fritte o al forno; al di sopra viene posta crema pasticcera e marmellata di amarene.

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    1. In occasione di questa festa è anche usanza fare i Lavoretti. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

      Idee di Lavoretti per la Festa del Papà.

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    2. La festa del Papà nei media:
      • I Simpson 17x6 - Corri Homer corri
      • I Simpson 17x10 - Homer e la paranoia della paternità
      • Tre scapoli e un bebè
      • Indiana Jones e l'ultima crociata
      • Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre
      • In viaggio con papà

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    3. • I Simpson 14x8 - Il padre che sapeva troppo poco

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  31. Anonimo20/3/16

    *** Domenica delle Palme ***
    In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella a un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma. La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

    In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle palme, si svolge iniziando da un luogo al di fuori della Chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la Chiesa.

    Qui giunti continua la celebrazione della messa con la lunga lettura della Passione di Gesù. Il racconto della Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal sacerdote), dello storico e del popolo.

    E’ tradizione che i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti e persone amiche.

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    1. Anonimo5/4/20

      Appendi la Ghirlanda di Pasqua fuori la porta…

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    2. Anonimo10/4/22

      Potresti fare un Presepe Pasquale (diviso in scene):
      PALME - Ingresso Gerusalemme (Gesù su un asino e la folla festante che agita rami di palma)
      LUN - Gesù con i suoi tre grandi amici: Marta, Maria e Lazzaro (in una casa, seduto su una sedia)
      MAR - Cacciata dei mercanti dal tempio (tempio come sfondo)
      MER - Giuda si accorda coi sacerdoti (gli consegnano sacchetto con monete)
      GIO - Ultima cena
      VEN - Crocifissione
      SAB - Veglia (Santo Sepolcro chiuso)
      PASQUA - Resurrezione (Maria Maddalena incontra Gesù risorto)

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    3. Anonimo13/4/25

      In molte parrocchie e città, la benedizione dei rami è seguita da una processione. I partecipanti camminano portando i rami benedetti, spesso cantando inni, rievocando simbolicamente l'ingresso di Gesù a Gerusalemme.

      È usanza scambiarsi un rametto d'ulivo (o di palma) benedetto con familiari, amici e vicini come segno di pace e augurio.

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  32. Anonimo21/3/16

    *** Precetto Pasquale ***
    Quand'ero piccolo, prima delle festività di Pasqua, a scuola ci facevamo partecipare al Precetto Pasquale. Durante le ore di lezioni, si andava in una Chiesa vicino alla scuola, per partecipare alla Santa Messa.
    Oggi questo evento si chiama "Pasqua dello Studente".

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    1. Anonimo8/4/20

      *** Mercoledì Santo ***
      La sera del mercoledì prima di Pasqua, i piattini con i germogli di grano, saranno portati in Chiesa per allestire l’Altare della Reposizione del Giovedì Santo.

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  33. Anonimo24/3/16

    *** Giovedì Santo ***
    La messa del crisma è la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo nella cattedrale, generalmente il mattino del giovedì santo.
    In questa messa, il vescovo consacra gli olii santi che si useranno durante tutto il corso dell'anno liturgico per celebrare i sacramenti.

    La Messa nella Cena del Signore è la seconda celebrazione liturgica del tardo pomeriggio o della sera del Giovedì Santo.
    In essa si ricorda l'Ultima Cena del Signore con i suoi discepoli, consumata prima della sua passione nella quale consegnò ai discepoli il Comandamento dell'amore ("Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi", Gv 13,34), dopo aver lavato loro i piedi.

    Al termine della Messa nella Cena del Signore (in Cena Domini), si ritorna in Chiesa per l’adorazione del Santissimo Sacramento deposto all'Altare della reposizione.
    L'altare della reposizione è il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l'Eucaristia al termine della Messa nella Cena del Signore.
    Inoltre la reposizione dell'Eucaristia si compie per invitare i fedeli all'adorazione nella sera del Giovedì santo e nella notte tra Giovedì e Venerdì santo, in ricordo dell'istituzione del sacramento dell'Eucaristia e nella meditazione sopra i misteri della Passione di Cristo, soprattutto sopra quello dell'agonia nel Getsemani.

    Nella tradizione e nel linguaggio popolare gli altari della reposizione vengono comunemente chiamati "Sepolcri": soprattutto nei centri dell'Italia meridionale, dove con il termine "andare a fare i sepolcri" si intende proprio il visitare, a partire dal pomeriggio del giovedì, il sepolcro di Cristo addobbato. L'usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori della Madonna) di questi allestimenti in varie chiese vicine, compiendo il cosiddetto giro "delle sette chiese" o "sepolcri". Tale terminologia è impropria, perché in essi viene riposta l'Eucaristia, ossia le ostie precedentemente consacrate, che la Chiesa cattolica crede essere il segno sacramentale di Gesù Cristo vivo e risorto. L'altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù, ma un luogo in cui adorare l'Eucaristia.

    Il Giovedì Santo, in ogni cucina napoletana, si prepara “a zupp e cozzeche” ovvero la zuppa di cozze, con “forte” e “fresella” (pane biscottato), spugnata con l’acqua delle cozze.
    Le ricette della zuppa differiscono per qualche dettaglio: chi la fa esclusivamente con le cozze, chi aggiunge vongole e “purpitielli”…
    La base comune è il “forte” ovvero sugo di pomodoro, ben concentrato e molto piccante.
    Nei mercati napoletani, il forte viene conservato e venduto nelle bottigliette del Sanbittèr… il colore è lo stesso rosso acceso!
    Andateci piano che è "forte" appunto!

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    1. Anonimo19/4/19

      "Velatio" di croci e immagini nelle chiese
      A norma del Messale tridentino, nel sabato che precede la I domenica di Passione, (quindi il sabato della IV settimana di Quaresima), «finita la Messa e prima dei Vespri si coprono le croci e le immagini della chiesa con veli violacei; le croci restano coperte fino al termine dell’adorazione della croce da parte del celebrante il Venerdì Santo, le immagini fino all’intonazione del Gloria nella Messa della Vigilia Pasquale». In tale periodo solo le immagini della Via Crucis restano senza velo. Il giovedì santo la croce dell’altare maggiore, per il tempo della Messa, si copre con un velo bianco.

      Si tratta di un rito molto antico risalente addirittura al sec. IX, forse un retaggio della separazione dei penitenti pubblici nella chiesa. I penitenti pubblici erano i fedeli che si erano resi colpevoli di gravi peccati dopo il Battesimo. Questi, dopo un periodo di penitenza, nel periodo precedente la Pasqua, venivano riammessi alla comunione la mattina del Giovedì Santo, con un apposito rito. Nel tempo, poi, tutti i cristiani furono assimilati ai penitenti pubblici, nella consapevolezza della necessità per tutti di un tempo di penitenza in preparazione alla Pasqua del Signore. Così cominciò a diffondersi l’abitudine di nascondere ai fedeli l’altare maggiore, per mostrare visivamente gli effetti del peccato, che rompe la comunione con il Signore e ne oscura la visione.

      Da sempre, infatti, la liturgia si esprime in una ricchezza di segni che rendono manifesta la realtà dei Misteri celebrati sull’altare. Salvo qualche tentazione iconoclasta, che periodicamente riemerge nella storia della Chiesa.

      Il Concilio di Trento, riferendosi in particolare alla S. Messa, motiva questa consuetudine ricordando che «la natura umana è tale che non può facilmente elevarsi alla meditazione delle cose divine senza aiuti esterni: per questa ragione la Chiesa come pia madre ha stabilito alcuni riti [...] per introdurre i fedeli con questi segni visibili della religione e della pietà, alla contemplazione delle sublimi realtà nascoste in questo Sacrificio» (DS 1746).

      E così, come per la liturgia è importante la presenza dell’immagine, altrettanto rilevante è la sua assenza. Il nascondimento dei Santi e di Cristo stesso aiuta ad alimentare l’attesa del giorno di Pasqua, giorno in cui quei volti si offrono nuovamente al nostro sguardo.

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  34. Anonimo25/3/16

    *** Venerdì Santo ***
    In questo giorno viene commermorata la passione e la crocifissione di Gesù Cristo.
    Solitamente, poi, in ogni parrocchia si effettua la Via Crucis: la processione devozionale con il crocifisso, le statue del Cristo morto e della Madonna addolorata o le statue che rappresentano i misteri, ossia le stazioni della Via Crucis.
    In questa giornata le campane, che tradizionalmente richiamano i fedeli alla celebrazione dell'eucaristia, in segno di lutto non suonano.

    Il venerdì santo è una giornata da dedicare al digiuno, all'astinenza, alla carità e alla preghiera.
    Quando ero piccolo mio padre diceva di non accendere la radio, la tv…

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    1. Anonimo30/3/18

      *** Quarantore ***
      Nel Cristianesimo le Quarantore indicano il periodo di tempo trascorso da Gesù Cristo fra la sua morte (venerdì pomeriggio) e la sua risurrezione (domenica mattina).
      La liturgia cattolica commemora quest'arco cronologico con la pubblica adorazione eucaristica del Santissimo Sacramento visibile nell'ostensorio solennemente esposto su di un trono con una residenza maestosa nel posto più alto e centrale dell'altare, pratica religiosa compiuta non soltanto durante il Triduo Pasquale ma anche in altre particolari occasioni, come: domenica di carnevale (in attesa della Quaresima), domenica delle palme e lunedi e martedì santo.

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    2. Anonimo19/4/19

      Anni fa, nel venerdì santo, in TV non venivano trasmessi: varietà, film divertenti…
      Ci dicevano di non sbattere i piedi a terra.
      Mio padre mi faceva notare che specie intorno alle 15 il cielo era nuvoloso perché a quell’ora moriva Gesù.

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    3. Anonimo10/4/20

      In questi giorni, nelle cucine napoletane, le donne di casa si mettono ai fornelli per preparare il casatiello e la pastiera.

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    4. Anonimo3/4/26

      Il venerdì sera è già tutto pronto: il casatiello (o tòrtano), la pizza chiena, la pizza di tagliolini… tuttavia, nessuno può ancora toccare nulla. Bisogna aspettare il momento in cui si 'scioglie la Gloria', a mezzogiorno del Sabato Santo, che segna la fine del digiuno pasquale.
      Il termine 'sciogliere' si riferisce proprio all'atto figurato — e un tempo fisico — di slegare i batacchi delle campane. Nelle vecchie tradizioni popolari, infatti, questi venivano legati tra loro affinché non potessero suonare, nemmeno se mossi accidentalmente dal vento, rispettando così il silenzio assoluto del lutto Cristiano.

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  35. Anonimo26/3/16

    *** Sabato Santo ***
    Il Sabato Santo è il giorno liturgico in cui il culto cristiano celebra il Signore Gesù Cristo nel mistero della sua discesa agli inferi.

    Gesù Cristo, dopo che il suo corpo tolto dalla croce su cui è morto il Venerdì Santo e deposto nel sepolcro, viene preservato dalla corruzione grazie alla virtù divina, discende agli inferi con la sua divinità e con la sua anima umana, ma non con il suo corpo. Secondo certe tradizioni cristiane, resta negli inferi per un tempo corrispondente a circa quaranta ore, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, libera le anime dei giusti morti prima di lui e apre loro le porte del Paradiso. Compiuta tale missione, la divinità e l'anima di Gesù si ricongiungono al corpo nel sepolcro: e ciò costituisce il mistero della resurrezione, centro della fede di tutti i cristiani, che verrà celebrato nella seguente domenica di Pasqua.

    Il Sabato Santo è un giorno di silenzio e, pur se un senso di lutto pervade tutta l'area del tempio, esso è incentrato sull'attesa dell'annuncio della risurrezione che avverrà nella solenne Veglia Pasquale, che non fa parte di tale giorno e che si svolge nella notte tra questo sabato e la domenica successiva. Le luci e tutte le candele sono spente. Gli altari sono spogli, senza fiori e paramenti: tovaglia e copritovaglia.

    La Chiesa Cattolica considera degno di lode protrarre il digiuno ecclesiastico e l'astinenza dalla carne anche per tutto il Sabato Santo, tuttavia non ne fa un obbligo per i fedeli.

    E’ tradizione mangiare in questa giornata il “casatiéllo”. E’ una tipica torta rustica della cucina napoletana, a forma circolare come un grosso ciambellone. È preparato a partire da una pasta da pane, conciata con formaggio, strutto, ciccioli e altri salumi e rilievitata, quindi cotta, preferibilmente in forno a legna. A Pasqua molte panetterie vendono pasta da pane lievitata naturalmente che poi i consumatori avranno cura di conciare come da tradizione e cuocere nei forni di casa. Nel casatiello le uova vengono posizionate intere, crude e con il guscio, e vengono cotte insieme al rustico. Le uova sono parzialmente sporgenti e ben visibili sul casatiello, spesso ricoperte da una sottile croce di impasto. Cotto al forno, le uova diventano sode.

    Un altro piatto tipico è 'a pizza chiena (la pizza ripiena). E’ una torta rustica salata composta da una pasta simile a quella della pizza e farcita con un ripieno di uova, salumi (prosciutto crudo) e formaggi (pecorino).

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    1. Anonimo31/3/18

      L’«Ora» della Madre
      Il Venerdì Santo è l’«Ora» di Cristo: «Ora» in cui, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino all’ultimo segno (Gv 13, 1), consumando per loro e per i peccati di tutti la sua immolazione di Vittima sull’altare della Croce: ai suoi piedi, per divino volere, stava Maria, a lui indissolubilmente unita nel dolore e nell’offerta.

      Il Sabato Santo è l’«Ora» della Madre: «Ora» tutta sua, nella quale lei, la Donna, la Figlia di Sion, la Madre della Chiesa, visse la prova suprema della fede e dell’unione al Dio Redentore.

      Straziata dal dolore per il Figlio ucciso e sepolto, per l’ingratitudine e l’infedeltà del popolo eletto, per il tradimento e l’abbandono dei più intimi discepoli, per l’ottusità di tutti nel credere che egli sarebbe risorto come aveva predetto, anch’essa è provata dalla tentazione del dubbio, al quale eroicamente resiste, aggrappandosi alle parole del Figlio e alla fedeltà del Padre onnipotente. È la Madre della nostra fede. Credette contro ogni evidenza, sperò contro ogni speranza.

      Per questo il Sabato Santo è l’«Ora» sua, nella quale davvero completò in sé quel che mancava ai patimenti del Cristo a favore della sua Chiesa (cf. Col 1, 24): poiché – dicono antichi autori – in quel giorno tutta la Chiesa si raccolse nel suo cuore di Madre, e con la Chiesa si raccolsero e fiorirono in lei le speranze e le attese del mondo.

      http://www.celebrazionimariane.net/testi/Oradellamadre.pdf

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    2. Anonimo3/4/21

      Colorare le uova di Pasqua
      Anticamente, le uova erano proibite durante la Quaresima. Esse ricomparivano sulla mensa, insieme con il salame, il latte, il cacio, il capretto e le focacce a forma di agnello o di colomba, il giorno di Pasqua.
      L'uso di regalare uova dipinte, sostituite poi da uova di porcellana o di zucchero e di cioccolata, sorse appunto dal fatto che le massaie, non potendo consumare tutte le uova accumulate durante la Quaresima, incominciarono a regalarle ai bambini e a dipingerle, perché fossero più gradite.

      Come decorare le uova a Pasqua:
      Innanzitutto le uova decorate sono sode o vuote? La risposta giusta è: entrambe.

      Preparare le uova sode:
      Nel primo caso, mettete le uova in una casseruola e copritele di acqua. Mettete la casseruola sul fuoco e portate l’acqua ad ebollizione. Coprite la casseruola e lasciate in infusione per circa 20 minuti. Quindi gettate l’acqua calda e fate freddare le uova sotto l’acqua corrente.

      Preparare le uova vuote:
      Se preferite usare uova vuote, fate un buco ad ognuna delle due estremità delle stesse e soffiate con forza in uno dei due buchi, facendo uscire il contenuto dell’uovo dall’altra cavità.

      Come colorare le uova di Pasqua in modo naturale:
      Se volete anche mangiarle optate per la colorazione tinte naturali preparando una specie di brodo vegetale. In una pentola mettete circa sette centimetri d’acqua e due tazze di uno di questi ingredienti, a scelta:

      Giallo: zafferano, curcuma o fiori di camomilla
      Verde: spinaci, prezzemolo
      Rosso e rosa: barbabietola rossa cotta, cavolo rosso, tè rosso, karkadè
      Arancione: bucce di cipolla, paprika
      Marrone: caffè, cacao, tè nero
      Viola: succo d'uva, vino rosso
      Blu: succo di mirtillo

      Far bollire mezz’ora l’acqua con i vegetali, lasciar raffreddare, aggiungere due cucchiai di aceto. Sono accorgimenti fondamentali, altrimenti le uova si romperebbero.
      Mettere le uova nella pentola, e far bollire a fuoco basso per 10-12 minuti ed il gioco è fatto!

      Volete renderle golose? Praticate due forellini alle estremità del guscio. Soffiate in uno per far uscire l’interno dell’uovo. Con un imbutino di carta oleata, riempite l’interno, lavato, con del cioccolato fuso. Fate raffreddare poi dipingete il guscio con colori atossici. Fate asciugare e decorate con pennarelli atossici.

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    3. Anonimo4/4/21

      La caccia alle uova di Pasqua è una delle attività più divertenti per i bambini!

      La leggenda narra che il coniglietto pasquale depone, decora e nasconde le uova che poi i bambini dovranno cercare...

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    4. Anonimo4/4/26

      Nel Sabato Santo, la Chiesa Cattolica non celebra l'Eucaristia durante il giorno. Si vive un tempo di silenzio e attesa presso il sepolcro di Gesù.
      Nella Veglia Pasquale vengono proposte nove letture: sette dall’Antico Testamento e due dal Nuovo.
      Liturgia del giorno con tutte le letture: https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno

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  36. Anonimo27/3/16

    *** Pasqua ***
    La Pasqua è la solennità cristiana che celebra la risurrezione di Gesù.
    Dopo la celebrazione della Santa Messa, è possibile ritirare l’Acqua Benedetta.
    A tavola, prima di pranzare, il capofamiglia col rametto di olivo (preso nella precedente domenica delle Palme), intinto nell'acqua benedetta, per benedice la tavola e la famiglia.

    Tra i vari piatti tradizionali di Pasqua vi è l’agnello o il capretto al forno con patate e piselli.

    Al termine del pranzo, quando viene sparecchiata la tavola, con gran sorpresa il papà trova sotto al suo piatto una letterina di auguri da parte del figlio! E tutti in silenzio ascoltano la poesia che il piccolo recita sopra a una sedia!

    A Pasqua c'è l'abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest'abitudine è nata con il tempo. All'inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia. Subito dopo il pranzo, i piccoli corrono a scartare le uova di cioccolata per scoprire la sorpresa all’interno!

    Il dolce tipico di Pasqua è la pastiera, una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova e grano bollito nel latte.

    Infine, vi è anche la tradizionale “Colomba pasquale”.

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    1. In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

      Idee di Lavoretti per Pasqua.

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    2. quando si portava da casa la bottiglietta di vetro per riempirla di acqua santa in Chiesa...

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  37. Anonimo28/3/16

    *** Pasquetta ***
    Il lunedì dell'Angelo (detto anche Pasquetta) è il giorno dopo la Pasqua. Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l'incontro dell'Angelo con le donne giunte al sepolcro.

    Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salòme andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un Angelo che disse: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto" (Mc 16,1-7). E aggiunse: "Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli" ed esse si precipitarono a raccontare l'accaduto agli altri.

    Il lunedì dell'Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto. E’ tradizione portare gli avanzi di Pasqua, tra cui il casatiello, la pastiera, la pizza piena, la cioccolata delle uova…

    Un’altra tradizione tipica della pasquetta consiste nell’andare a vedere i fujénti (battenti), un gruppo di persone devote alla Vergine dell'Arco, che vestono di bianco e indossano una fascia rossa attorno alla vita e una azzurra posta in obliquo.

    In occasione della Pasquetta, i fujénti sfilano con bandiere e grossi quadri che trasportano sulle spalle. Ogni associazione di fujénti porta, insieme all’intero gruppo, una squadretta musicale, formata da cassa, tamburo e piatti; di solito ci sono uno o due saxofoni, una o due trombe, e un flicorno baritono (bombardino) per un totale di massimo otto suonatori. Questo gruppo suona musichette atte ad incitare i passi dei fujenti, alcune con ritmo binario che serve a cadenzare il passo della marcia che ha anche accenni di danza. Durante la recitazione del rito, vengono eseguiti brani musicali in ritmo ternario che accompagna l’ondeggiare del corpo dei fujenti, degli stendardi, dei quadri, in una lenta danza mistica. Il più famoso di questi brani è chiamato “il cuore dell’Angelo”.

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    1. Anonimo7/4/26

      “Sona ca’ sceta”
      A Frattamaggiore, l’appuntamento che porta centinaia di persone a radunarsi nel pomeriggio della Pasquetta, in piazza Umberto I, per assistere alla storica rappresentazione “Sona ca’ sceta” (“Suona con la tromba del risveglio“).

      In questa occasione, le strade diventano scenario di una insolita corsa. Antichissime statue, portate in spalla da volontari, si rincorrono e si muovono in maniera concitata dal momento che, proprio come raccontato nei Vangeli, Maria Maddalena scopre che la tomba di Gesù è inspiegabilmente vuota. Inizia in questo modo la forsennata ricerca del corpo di Gesù da parte di Maria, la madonna ancora vestita di nero e San Giovanni.

      “L’hanno truveto rint’ ‘a stoppa arravuglieto”, è questo il grido che mette fine alla ricerca. Nel paese reso storicamente noto dalla produzione della canapa, il ritrovamento non può che avvenire in un luogo tipicamente frattese: avvolto, appunto, nella canapa. Può suonare, allora, la tromba del risveglio. Corre, tra i cittadini, l’annuncio gioioso della Pasqua, comunicato direttamente dai protagonisti delle vicende evangeliche. La statua di Gesù Risorto può fare il suo ingresso in una piazza gremita, tra i canti di festa ed un suggestivo sventolio di fazzoletti bianchi.

      La festa nasce nel ‘500 e fu istituita come celebrazione popolare del mistero della risurrezione di Gesù. Può essere considerata tra gli esempi di una catechesi popolare. Un modo per raccontare ed istruire il popolo circa le vicende legate al mistero pasquale. Alla maniera della biblia pauperum, la festa si inserisce tra i tentativi di fornire i rudimenti della fede cristiana attraverso una modalità che, in questo caso specifico, prende la forma di un canovaccio teatrale che utilizza le strade del paese come palcoscenico e le statue, conservate nella Basilica di San Sossio, come protagoniste.

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  38. Nel periodo estivo si tengono la maggior parte delle feste di paese, sagre, eventi...
    Visita: www.eventiesagre.it

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  39. Anonimo14/5/17

    *** Festa della Mamma ***
    La Festa del Mamma è celebrata in varie date in tanti paesi del mondo.
    In Italia si celebra la seconda domenica di maggio.
    Spesso è accompagnata dalla consegna di un regalo alla propria madre.
    In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

    Idee di Lavoretti per la Festa della Mamma.

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    1. La festa della Mamma nei media:
      • I Simpson 15x5 - Il panzoso e il peloso
      • I Simpson 21x21 - Boe letter blues

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  40. Anonimo15/6/17

    *** Corpus Domini ***
    La Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, comunemente nota con le espressioni latine Corpus Domini ("Corpo del Signore"), è una delle principali ricorrenze dell'anno liturgico della Chiesa Cattolica.
    Si celebra 60 giorni dopo la Pasqua, il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità.

    In occasione della solennità del Corpus Domini si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un'ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento.

    Durante la processione è usanza stendere fuori al balcone le migliori coperte.

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    1. Anonimo14/6/20

      Mai capovolgere il pane... perché il pane è il Corpo di Cristo e bisogna averne rispetto.

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  41. Anonimo2/8/17

    *** 1-2 Agosto - Perdono d'Assisi ***
    Il Perdono d'Assisi è un'indulgenza plenaria che, nella Chiesa cattolica, può essere ottenuta dai propri fedeli dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

    Secondo il Manuale delle indulgenze della Chiesa cattolica, per ottenere l'indulgenza plenaria un fedele, completamente distaccato dal peccato anche veniale, deve:

    1. confessarsi, per ottenere il perdono dei peccati;
    2. fare la comunione eucaristica, per essere spiritualmente unito a Cristo;
    3. pregare secondo le intenzioni del Papa, per rafforzare il legame con la Chiesa, recitando almeno Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre;
    4. recitare il Credo e il Padre nostro;
    5. visitare una chiesa o oratorio francescano o, in alternativa, una qualsiasi chiesa parrocchiale.

    Confessione e comunione possono essere fatte anche alcuni giorni prima o dopo le date previste (nell'arco di una o due settimane).
    La visita e la preghiera è opportuno che siano fatte lo stesso giorno.
    L'indulgenza plenaria può essere richiesta, una volta al giorno, per sé o per i defunti.

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    1. Anonimo2/8/20

      La Porziuncola è una piccola chiesa situata all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, presso Assisi, annoverata tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese infatti la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette infine il cosiddetto Perdono di Assisi, divenendo uno dei luoghi prediletti dal santo.

      Legato a questa chiesa è appunto il Perdono d'Assisi (o "Indulgenza della Porziuncola"), che inizia la mattina del 1º agosto e si conclude alla sera del 2 agosto, giorni nei quali l'indulgenza, qui concessa tutti i giorni dell'anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo.

      In questi giorni, in occasione del Perdono d’Assisi, anche altre Chiese allestiscono la Porziuncola.

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  42. *** Autunno ***
    Con l’arrivo di questa stagione, c’è l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

    Idee di Lavoretti Autunnali.

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  43. Anonimo15/1/18

    *** 15 Gennaio ***
    Dicevano le vecchie antiche:

    « Stanno arrivando i santi con i cappotti! »

    Si tratta di san Mauro, san Tammaro e sant'Antonio che vengono rispettivamente il 15, 16 e 17 gennaio.
    Come si può dedurre, questo detto nasce dal fatto che in questi giorni fa molto freddo... per questo i santi indossano i cappotti!!

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    1. Anonimo15/1/19

      Mauro, Tammaro e ’Ntuon erano tre frate buon... rispunnètte Santu Nicola: simme quatte frate cu ’e zzanne ’a fora

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  44. Anonimo8/3/18

    *** 8 Marzo - Festa della Donna ***
    Ogni anno, la mattina dell’8 marzo, i piccoli fiorellini gialli della mimosa, il simbolo della Festa della Donna, invadono completamente strade e abitazioni: uomini corrono per regalare il tradizionale bouquet alla donna della loro vita.

    Visto che ci sono tanti alberi in giro, anziché buttare soldi da un fioraio, potresti provare a fare tu una piccola composizione...
    Cerca su Google Immagini: Composizioni floreali con Mimose

    Ricorda sempre che un fiore è un bel gesto solo se per regalarlo non distruggi o sciupi la natura.

    Quindi, piuttosto che sfrondare alberi per un mazzetto di mimose, un gesto di amore, rispetto e stima può essere un valido sostituto per omaggiare la tua donna.

    Oppure puoi realizzare un bouquet di mimose con filati:
    https://vrukodelii.com/buketik-mimozyi

    Sito tradotto:
    https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=ru&u=https://vrukodelii.com/buketik-mimozyi&prev=search

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    1. In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

      Idee di Lavoretti per la Festa della Donne.

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  45. Anonimo26/4/18

    *** Madonna del Buon Consiglio ***
    La Madonna del Buon Consiglio, celebrata il 26 aprile, è uno dei titoli con cui viene invocata Maria, madre di Gesù.

    - Durante le nozze di Cana, Maria pronuncia: "Fate quello che vi dirà", il più eccellente e vantaggioso dei consigli.
    - Dalla croce, Gesù si rivolge al discepolo dicendo "Ecco, tua Madre", invitando tutti i Cristiani a seguire come figli la strada indicata da Maria, egregia consigliera.


    Dalle mie parti c’è la Parrocchia della Madonna del Buon Consiglio ed è tradizione festeggiare questa ricorrenza con una sagra che dura alcuni giorni, in coincidenza con la festa della mamma (la seconda domenica di maggio).

    In questa sagra è possibile gustare “La Frittella della Madonna”, dove gli ingredienti ricordano:
    • Il Lievito - nell’impasto per la frittella segno della crescita della nostra fede grazie al Buon Consiglio che Maria dona a noi suoi figli.
    • Il Cioccolato Bianco - Maria, donataci da Dio, Pura e Immacolata, senza ombra di peccato.
    • Lo Zucchero - la dolcezza di una Mamma che guida i suoi figli sulle strade della vita.
    • Il Cacao - colore della terra; segno dell’umanità di Cristo donata da Dio grazie al SI di Maria, nostra MADONNA DEL BUON CONSIGLIO.

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  46. Anonimo13/12/18

    *** 13 Dicembre - Santa Lucia ***
    « Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia »

    Lo dice il proverbio ma non è così ma in molte città d'Italia si celebra questa festività religiosa e tradizionale. In alcuni paesi è proprio il 13 dicembre il giorno in cui i bambini ricevono i doni, anziché la Vigilia o la mattina di Natale.

    Il 13 dicembre, dal punto di vista scientifico, in realtà non è il giorno più corto dell'anno. Il numero minore di ore di luce e la maggiore durata della notte nel corso dei dodici mesi si registrano infatti con il solstizio d'inverno, che di norma si verifica il 21 o il 22 dicembre. I nostri antenati, in realtà, non si erano sbagliati.

    La differenza tra le date, che a noi ora appare come un errore, è dovuta alla riforma del calendario introdotta da Papa Gregorio XIII nel 1582. In oltre 10 secoli erano stati accumulati circa 10 giorni di sfasatura. Dunque con la riforma il solstizio si spostò al 21 dicembre, mentre il giorno di Santa Lucia rimase il 13. In precedenza la festa di Santa Lucia cadeva in prossimità del solstizio d'inverno. Da lì nacque il famoso detto relativo al giorno più corto.

    Santa Lucia è venerata sia dalla Chiesa Cattolica che dalla Chiesa Ortodossa. È considerata la Santa protettrice della vista e degli occhi, dei ciechi e degli oculisti. In passato, coloro che si recavano in Chiesa il 13 dicembre chiedevano una benedizione per gli occhi. La Santa - di origini siciliane - aveva deciso di convertirsi dal paganesimo al cristianesimo. I suoi genitori erano contrari e volevano imporle di sposarsi. Lucia rifiutò e fu perseguitata fino alla morte. Le vennero strappati gli occhi.
    [CONTINUA]

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  47. Anonimo13/12/18

    La storia completa, descritta negli Atti dei Martiri, risale a tempi antecedenti al periodo normanno, e narra di una giovane, orfana di padre, appartenente a una ricca famiglia di Syracusa e promessa in sposa a un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata di emorragie, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di sant'Agata, pregarono la martire catanese affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno Agata dirle: Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione Agata le preannunciava anche il martirio e il suo patronato sulla città. Ritornata a Syracusæ e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo e di donare tutti i suoi averi ai poveri. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa donare tutto il suo patrimonio, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall'imperatore Diocleziano.

    Il processo che Lucia sostenne dinanzi all'arconte Pascasio attesta la fede ed anche la fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose: "Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente". Il dialogo serrato tra lei ed il magistrato vide piuttosto ribaltarsi le posizioni, tanto da vedere Lucia quasi mettere in difficoltà l'Arconte. Pascasio dunque ordinò che la giovane fosse costretta con la forza, ma lei diventò miracolosamente così pesante, che né decine di uomini né la forza di buoi riuscirono a spostarla. Lucia allora fu sottoposta al supplizio del fuoco, ma ne rimase totalmente illesa, sicché infine, piegate le ginocchia, fu decapitata, o secondo le fonti latine, le fu infisso un pugnale in gola (jugulatio). Morì solo dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano e la pace per la Chiesa.

    Privo di ogni fondamento, e assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l'episodio in cui Lucia si strappa - o le vengono cavati - gli occhi. L'emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l'ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce).

    Attestato dalla testimonianza scritta di un testimone oculare come il miracolo della fine della carestia dell'anno 1646, domenica 13 dicembre 1646, una quaglia fu vista volteggiare dentro la Cattedrale di Siracusa durante la Messa. Quando la quaglia si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l'arrivo al porto di un bastimento carico di cereali. La popolazione vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte.

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  48. Anonimo29/1/19

    Giorni della Merla
    I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio.
    Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno.
    Leggi la Storia e le Tradizioni

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    1. Anonimo29/1/26

      La leggenda di Gennaio e la Merla
      Anticamente, Gennaio aveva solo 28 giorni ed era un mese piuttosto dispettoso. Si divertiva ad aspettare che una povera Merla, all'epoca dotata di bellissime piume bianche, uscisse dal nido per cercare cibo, per scatenare su di lei bufere di neve e gelo.
      Un anno la Merla, stanca di questi tormenti, decise di fare scorta di cibo e si chiuse nel nido per tutto il mese, uscendo solo l'ultimo giorno per sbeffeggiare Gennaio:
      "Ormai il tuo tempo è finito, non puoi più farmi nulla!".
      Gennaio, offeso, andò da Febbraio (che allora aveva 31 giorni) e gli chiese in prestito tre giorni. Febbraio acconsentì e Gennaio scatenò una tempesta di ghiaccio così violenta che la merla fu costretta a rifugiarsi dentro un comignolo per non morire di freddo. Vi rimase rintanata per tre giorni e quando uscì, il 1° di Febbraio, le sue piume bianche erano diventate nere per la fuliggine.
      Da allora, i Merli sono neri e Gennaio ha 31 giorni.

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  49. Anonimo10/3/19

    La Pentolaccia
    Tipica del periodo carnevalesco, la pentolaccia è un gioco tradizionale dove i giocatori, bendati, devono colpire a turno una pentola di cartapesta (o una scatola di cartone decorata con festoni), riempita in precedenza di dolciumi, coriandoli e stelle filanti.
    Quando la pentolaccia verrà rotta, i presenti raccoglieranno le caramelle e i dolci caduti al suolo.
    Di norma viene appesa a un albero o al soffitto nel caso di una festa al chiuso.

    La pentolaccia si pone in un tempo che è fuori dai festeggiamenti carnevaleschi ma che in qualche modo ne ricorda i tratti. Il giorno in cui si festeggia, infatti, è la prima domenica di Quaresima.

    In origine si faceva con una pentola in terracotta chiamata "pignatta", si organizzava in casa ed era sempre preceduta dalla festa da ballo.
    La “pignatta” era riempita prevalentemente di frutta secca: castagne, nocelle, noci, arachidi, ceci tostati, fave etc.
    Solo in un secondo momento, intorno ai primi del ‘900, alla frutta secca sono state sostituite le varie leccornie: dai confetti, alle caramelle e cioccolatini.

    Dopo aver disposto un cerchio intorno al perimetro della stanza, si bendava una persona, talvolta due, si muniva di bastone e, dopo avergli fatto fare alcuni giri su se stessa, la incitavano a bastonare la “pignatta” per romperla e raccoglierne il contenuto. Se si riusciva a rompere la “pignatta”, se ne preparava un’altra, a seconda delle disponibilità dei partecipanti o dei padroni di casa.

    Solitamente una delle “pignatte” era riservata per fare qualche scherzo, così si riempiva di acqua, oppure di crusca ,“canigghia”, segatura o addirittura cenere, in modo da deridere il malcapitato che restava tutto bagnato e sporco.

    Leggi: Come Creare una Pentolaccia

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    1. Per la pentolaccia Kinder, prova a cercare nei supermercati Decò

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    2. Anonimo22/2/26

      Ti consiglio di riempire ogni Pentolaccia con:
      • 10 stelle filanti sciolte
      • 1 bicchiere di coriandoli
      • 12 piccoli ovetti di cioccolato fondente
      Quando il bimbo colpisce la pentolaccia, se sta per andargli in faccia, sollevala con la cordicella.

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  50. Anonimo30/5/19

    *** Fine Anno Scolastico ***
    La tradizione dei gavettoni per festeggiare la fine dell'anno scolastico!
    Ci siamo quasi…

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  51. Anonimo9/6/19

    *** Pentecoste ***
    La Pentecoste è una festa cristiana in cui viene celebrata l'effusione dello Spirito Santo, dono di Gesù, e la nascita della Chiesa.
    Cade nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua (da cui il nome), di domenica, ed è quindi una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua.

    Ancora nel XIX secolo esisteva in Italia l'uso di far piovere dall'alto sui fedeli, durante la messa di Pentecoste, dei petali di rose rosse, per evocare la discesa dello Spirito Santo. Per questo la festività prese il nome anche di "Pasqua rosata", che conserva tuttora in alcune zone del centro e del sud dell'Italia.

    A Massaquano (antica frazione di Vico Equense) il martedì di Pentecoste si svolge la plurisecolare Festa della Madonna: al rientro la processione si conclude con la copiosa pioggia di petali di rose ed è obbligatorio avere sulla tavola a pranzo la pastiera, dolce pasquale, proprio perché la Pentecoste è detta Pasqua rosata.

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  52. Anonimo13/6/19

    *** 13 Giugno – S. Antonio di Padova ***
    A sant'Antonio, si è soliti benedire dei semplici piccoli pani, che poi vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione.

    Tale devozione deriva certamente dall'iniziativa del "pane dei poveri" che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese.

    Tutto ebbe inizio con il miracolo di Tommasino, un bimbo di venti mesi che visse a Padova nel tempo in cui si stava costruendo la Basilica dedicata a sant’Antonio.
    Una mattina la madre lo lasciò in casa da solo a giocare e lo ritrovò poco dopo senza vita, affogato in un mastello d’acqua.

    Disperata, la signora invocò l’aiuto del Santo, e nella sua preghiera fece un voto: se avesse ottenuto la grazia avrebbe donato ai poveri tanto pane quanto era il peso del bambino.

    Il figlio tornò miracolosamente in vita e nacque così la tradizione del «pondus pueri», una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.

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  53. Anonimo11/11/19

    Estate di San Martino
    L'estate di San Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo il primo freddo, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. Nel nostro emisfero si osserva a inizio novembre (San Martino viene festeggiato l'11 di novembre).

    Il nome ha origine dalla tradizione del mantello, secondo la quale Martino di Tours (poi divenuto San Martino), nel vedere un mendicante seminudo soffrire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello; poco dopo incontrò un altro mendicante e gli regalò l'altra metà del mantello: subito dopo, il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite, come se all'improvviso fosse tornata l'estate.

    « L’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino »

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    1. « per San Martino si mangia la castagna e si beve il buon vino »

      Tradizionalmente, durante la cosiddetta "Estate di San Martino", si aprivano le botti per il primo assaggio del vino nuovo, insieme alle castagne arrostite.

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  54. Anonimo2/2/20

    *** Tradizioni della Domenica ***
    - A letto è bello sentire le campane mattutine della Chiesa…
    - Tutti nel letto di mamma e papà
    - Sempre a letto, mamma ci dava le crostatine a tutti
    - Papà ci dava la “mazzetta” (paghetta)
    - Indossavamo il vestito bello
    - Santa Messa
    - Compravano qualcosa: figurine, le ragazze il Cioè, caramelle, sala giochi, cassetta musicale, giochi per computer, da grandicelli il TV Sorrisi e Canzoni…
    - Pranzo della Domenica
    - Arrivo degli zii e famiglia riunita (d'estate nel cortile)

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  55. Anonimo28/6/20

    *** Notte di S. Pietro ***
    La barca di San Pietro, conosciuta anche come veliero di San Pietro, è una tradizione popolare rurale diffusa in tutto il Nord Italia.

    Consiste nell'usanza di porre, nella notte fra il 28 e il 29 giugno (festività dei santi Pietro e Paolo), un contenitore di vetro riempito d'acqua su di un prato, un giardino o un davanzale esterno della finestra di casa, e nel far colare nell'acqua un albume d'uovo. In alcune tradizioni, il contenitore deve essere lasciato per tutta la notte all'aria aperta, per assorbire la rugiada.

    Il mattino seguente si dovrebbero trovare nell'acqua delle strutture, formate dall'albume, che ricordano le vele di una barca a vela o un veliero. Secondo il folklore popolare, sarebbero prodotte da San Pietro, che soffiando nel contenitore di vetro farebbe assumere all'albume la giusta conformazione.

    In considerazione di come apparivano le "vele", se molto ritte oppure chiuse, si poteva trarre buono o cattivo auspicio di come sarebbe stata l'annata agraria, oppure sul proprio destino. In Garfagnana e media valle del Serchio, negli anni dell'emigrazione, l'esito di questa pratica veniva interpretato anche come auspicio per il viaggio in mare di coloro che si apprestavano a partire per le Americhe.

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  56. Ad agosto, nelle case, nei garage e negli scantinati… le famiglie e gli amici si riuniscono per fare le bottiglie di salsa di pomodoro

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  57. Settembre è il mese delle Conserve

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  58. Anonimo29/3/21

    *** Settimana Santa ***
    Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda per trenta denari. La prima lettura della messa presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano nel libro del profeta Isaia.

    Lunedì: è il giorno dell'amicizia. Gesù lo passa a Betania in compagnia dei suoi tre grandi amici: Marta, Maria e Lazzaro. Gesù ha goduto l'amicizia, ha sempre cercato di avere dei buoni amici. Per il cristiano, essere amici suoi è dono e missione.

    Martedì: è il giorno dello sdegno. Gesù è sdegnato dal comportamento dei commercianti che hanno trasformato il tempio in un luogo di mercato. Rovescia i banchi dei venditori e dei cambiamonete che hanno posto al centro del tempio il "denaro" e, abusando del loro potere, opprimono gli altri per ricavarne un profitto personale.

    Mercoledì: è il giorno del tradimento, il giorno della tristezza. Gesù è tradito da uno dei suoi Apostoli per 30 denari.

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  59. *** Fioretto ***
    Il Fioretto alla Madonna è un sacrificio, una rinuncia a qualcosa a cui teniamo grandemente ma elargito con la stessa leggerezza con cui si dona un fiore.
    Un po’come quando i bambini regalano un fiore alla mamma o un lavoretto preparato a scuola, in occasione della sua festa.
    Non si tratterà di una rinuncia infinita, di solito i Fioretti hanno una durata ma anche questo sta a noi stabilirlo.
    I Fioretti possono essere fatti in qualsiasi momento ma si osservano in particolar modo in periodi come il mese di maggio, dedicato tradizionalmente alla Madonna.
    Quando lo facevamo alle elementari con la maestra di religione, il Fioretto si scriveva in un foglietto.
    Alla fine di maggio ci disponevamo tutti in cerchio nel cortile della scuola e si faceva un falò dei foglietti, in modo che con il fumo andassero in cielo anche i Fioretti e raggiungessero il Paradiso.

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    1. Anonimo1/5/26

      Maggio era importante perché era il mese della Madonna.
      Per questo, ogni buon cristiano, sentiva come obbligo morale la recitazione del Rosario una volta al giorno.

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  60. *** Festa dei Nonni ***
    In Italia si celebra il 2 ottobre la Festa dei Nonni, figure fondamentali nella crescita dei bambini e custodi di tante tradizioni, tra cui numerose buone pratiche ambientali.

    La scelta della data, che resta fissa ogni anno, è legata al calendario Cristiano Cattolico, essendo quella odierna anche la giornata in cui si festeggiano gli Angeli Custodi. E chi sono i nonni, se non proprio l’incarnazione più reale e concreta dell’ideale di “Angelo Custode”, donando amore incondizionato ai loro nipoti, prendendosene cura con attenzione e riguardo, spesso con infinita pazienza e senza quel tocco di severità richiesto invece alle figure genitoriali?

    Ma la figura dei nonni è anche quella dei custodi di tante tradizioni legate alle epoche passate, quando lo stile di vita era forse più semplice di oggi ma spesso anche più eco-sostenibile, con tante azioni che oggi vengono definite (o riscoperte) come “buone pratiche” ambientali, mentre un tempo rappresentavano naturalmente il modo di vivere quotidiano.

    Il nonno e la nonna sono spesso quelli che danno il buon esempio nel fare minuziosamente la raccolta differenziata, nel riutilizzare ogni risorsa, dalla bustina di tè ai fondi del caffè, per evitare gli sprechi, nello spegnere le luci non necessarie per il risparmio energetico domestico, nell’abbassare il riscaldamento in casa “perché basta indossare una maglia in più o mettere una coperta più pesante nel letto“.

    Loro insegnano ai nipoti che è importante stare in compagnia e all’aria aperta, che l’acqua è un bene prezioso e non deve essere sprecato mai, che è bello coltivare un orto e si può fare la spesa al mercato, spendendo meno e comprando prodotti più genuini e più buoni, a chilometro zero e senza inutili imballaggi in plastica… neppure gli shopper, perché basta portarsi una borsa o un carrellino da casa.

    In occasione di questa festa, c’è anche l’usanza di imparare una poesia dedicata ai nonni e fare i “lavoretti”. Si tratta di oggettini realizzati a scuola dai bambini, con le proprie mani, in occasione di alcune ricorrenze e che poi porteranno a casa per donarlo al festeggiato o alla famiglia.

    Idee di Lavoretti per la Festa dei Nonni.

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    1. I Nonni nei media:
      • Abraham Jebediah Simpson - il padre di Homer
      • Il vecchio dell'Alpe - il nonno di Heidi
      • La nonna di Titti e gatto Silvestro
      • Nonna Abelarda - l'ultracentenaria nonnina di Soldino
      • Nonna Papera
      • Nonno di Lana e nonno di Conad - Conan il ragazzo del futuro
      • Nonno di Sampei il pescatore
      • Nonno Felice - interpretato da Gino Bramieri
      • Nonno Libero - Un medico in famiglia.
      • Nonno Puffo
      • Nonno Trinchetto e Nonna Celesta - Braccio di Ferro
      • Zeus ed Era - i nonni di Pollon

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  61. *** 21 Gennaio ***
    • Passeggiata sui Ponti della Valle di Maddaloni (Acquedotto Carolino)
    • Chiesa San Michele - Maddaloni
    Ristorante "La Vecchia Quercia" - Cerreto Sannita (BN)
    • Lago di Telese

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  62. Anonimo28/12/23

    La novena di Natale
    La novena di Natale è una preghiera tradizionale che si recita nei nove giorni che precedono la solennità del Natale. Non è una preghiera ufficiale della Chiesa cattolica, ma è una pratica popolare molto diffusa.

    La novena inizia il 16 dicembre e termina il 24 dicembre. Ogni giorno, la preghiera si concentra su un aspetto diverso della nascita di Gesù Cristo.

    16 dicembre
    O Dio, che ci hai mandato il tuo Figlio unigenito, Gesù Cristo, per salvarci, concedici, per sua intercessione, di prepararci con cuore puro alla sua venuta.

    17 dicembre
    O Dio, che hai preparato un corpo per il tuo Figlio unigenito nel seno della Vergine Maria, concedici, per sua intercessione, di essere purificati dai nostri peccati e di diventare degni di ricevere il suo amore.

    18 dicembre
    O Dio, che hai illuminato i pastori con la stella del tuo amore, concedici, per intercessione di san Giuseppe, di seguire la luce della tua parola e di camminare sulla via della giustizia.

    19 dicembre
    O Dio, che hai fatto nascere il tuo Figlio unigenito in una grotta di Betlemme, concedici, per intercessione dei Magi, di trovare in Gesù la vera ricchezza e la vera felicità.

    20 dicembre
    O Dio, che hai fatto circoncidere il tuo Figlio unigenito secondo la legge di Mosè, concedici, per intercessione di santa Elisabetta, di essere liberati dal peccato e di ricevere il dono della vita eterna.

    21 dicembre
    O Dio, che hai presentato il tuo Figlio unigenito al tempio, concedici, per intercessione di Simeone e Anna, di essere umili e di ricevere il dono della saggezza.

    22 dicembre
    O Dio, che hai mandato i tuoi angeli a annunciare la nascita del tuo Figlio unigenito, concedici, per intercessione di san Michele, di essere protetti dal male e di essere condotti alla salvezza.

    23 dicembre
    O Dio, che hai fatto nascere il tuo Figlio unigenito in una notte di luce, concedici, per intercessione di san Giovanni Battista, di prepararci con gioia alla sua venuta.

    24 dicembre
    O Dio, che hai mandato il tuo Figlio unigenito per salvarci, concedici, per sua intercessione, di accogliere con cuore aperto il suo amore e di vivere nella sua pace.

    Conclusione
    Gesù, nato a Betlemme, vieni a noi!

    Preghiera finale
    O Dio, che ci hai dato il tuo Figlio unigenito, Gesù Cristo, per essere il nostro Salvatore, concedici di accogliere con gioia la sua nascita e di renderci degni della sua redenzione.
    Per Cristo nostro Signore. Amen.

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  63. Anonimo9/3/25

    *** Domeniche di Quaresima ***
    La Quaresima è un tempo di preparazione spirituale, in cui i Cristiani sono chiamati a:
    - Riflettere sulla propria vita e sui propri peccati.
    - Rafforzare la propria fede attraverso la preghiera e la lettura della Bibbia.
    - Praticare la carità e la solidarietà verso i più bisognosi.

    In genere, a partire dalla prima domenica di Quaresima e per le successive, passa per le strade cittadine l’auto con la “penetrante” canzone Maronna ‘e ll’arco, chiedendo offerte per la festa dei fujénti (battenti) del lunedì in Albis.

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  64. Anonimo20/2/26

    *** Venerdì di Quaresima ***
    Nei venerdì di Quaresima, si osserva l'astinenza dalla carne.
    L'astinenza dalle carni è un precetto generale della Chiesa Cattolica che impone di non mangiare carne nei "giorni di magro", ossia i venerdì in Quaresima e gli altri giorni proibiti.
    Il pesce è ammesso durante l'astinenza, ragion per cui il venerdì è il giorno in cui tradizionalmente si mangia pesce nei paesi a maggioranza cattolica.

    Il Codice di diritto canonico del 1917 prescriveva l'astinenza in tutti i venerdì dell'anno, con l'eccezione delle feste di precetto che cadessero di venerdì.
    Successivamente, la costituzione apostolica Paenitemini, di papa Paolo VI del 17 febbraio 1966, introdussero alcune innovazioni, tra cui:
    “sostituire, del tutto o in parte, l'astinenza e il digiuno con altre forme di penitenza, specialmente con opere di carità ed esercizi di pietà.”

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  65. Anonimo26/4/26

    *** San Marco ***
    San Marco, celebrato il 25 aprile, è l'autore del secondo Vangelo. Fu discepolo di San Pietro e compagno di viaggio di San Paolo; per questo il suo testo è considerato una testimonianza diretta e "pratica" della vita di Gesù.
    Ad Afragola il culto è profondamente radicato e si divide tra due luoghi simbolo:
    - Chiesa di San Marco in Sylvis: Risalente al XII secolo, è tra le più antiche della città. Situata in zona periferica, la sua storia è intrisa di leggenda: si racconta infatti del passaggio di San Marco Evangelista, che si sarebbe seduto a riposare su una pietra calcarea (tuttora custodita e venerata) durante il suo viaggio verso Roma.
    - Chiesa di San Marco all'Olmo: Situata nel cuore del centro storico, risale al XVII secolo. È il punto di riferimento per la vita parrocchiale urbana e testimonia l'espansione della devozione verso il Santo nel corso dei secoli.
    Il 25 aprile, Afragola si anima con celebrazioni liturgiche, la solenne processione e le caratteristiche bancarelle che colorano le strade.
    Proseguono poi i festeggiamenti con la Sagra delle Polpette con la Cappoccia (una varietà di cavolo locale) che si svolge in un fine settimana di maggio (spesso verso la metà del mese).

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