YouFunny - Divertimento e Benessere: La “Medicina” per l’Influenza e per la sua Prevenzione


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La “Medicina” per l’Influenza e per la sua Prevenzione

Suggerisci in questo post tutti i rimedi naturali contro l’Influenza e la sua prevenzione.

NB: Questo post è solo un’informativa. In caso di problemi di salute bisogna sempre rivolgersi ai medici e vanno sempre fatte le cure mediche ufficiali. Magari qualche rimedio naturale presente tra i commenti potrà essere integrato alla terapia ufficiale, sotto la propria responsabilità.

NB2: Indica solo rimedi naturali che hai provato diverse volte e hanno funzionato efficacemente. E’ vietato indicare farmaci.

73 commenti:

  1. Ecco tutti i rimedi naturali per i principali sintomi influenzali:
    - Raffreddore
    - Mal di gola
    - Tosse
    - Mal di testa

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  2. Anonimo15/11/14

    Mantenere l’aria pulita, facendo aerare frequentemente gli spazi in cui viviamo e lavoriamo.

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    1. Anonimo21/3/20

      Fai entrare anche la luce del sole in casa.
      Pare che i raggi UV contrastano i virus.

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  3. Anonimo15/11/14

    Il lievito di birra fresco (quello acquistabile al supermarket, tipo il Lievital) è ottimo per deficienze immunitarie (per le vitamine B2, B5 e B6).
    Inoltre è un valido sostegno per la flora batterica intestinale.
    Dividilo in 4 parti ed ogni giorno ne bevi un pezzetto sciolto in un bicchiere d’acqua.

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    1. Anonimo1/11/16

      Inoltre, fai il pieno di fermenti, mangiando ogni giorno uno yogurt come spuntino. Io preferisco lo yogurt greco della LIDL, però aggiungo un cucchiaino raso di zucchero.

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  4. Anonimo16/11/14

    In caso di influenza, il medico ti consiglierà sicuramente solo riposo e di non prendere nessun medicinale, ne tantomeno antibiotici.
    La migliore cura la fornisce l’organismo con la febbre che fa parte dei meccanismi di difesa dell'organismo, in quanto ostacola la replicazione dei microorganismi infettanti.
    L’unica cosa da fare è tenere sotto controllo la temperatura. Se è davvero molto alta il medico ti può consigliare di prendere una Tachipirina.

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    1. Anonimo25/7/17

      L'uso di antipiretici in adulti sani può essere considerato superfluo quando la febbre non raggiunge i 40°C.

      Leggi l'intero articolo: http://my-personaltrainer.it/salute/febbre-alta.html

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    2. Anonimo27/3/20

      Non prendiamo antipiretici quando abbiamo la febbre. È ben dimostrato che prolungano la malattia.
      Franco Berrino

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  5. Anonimo8/1/15

    la meditazione e l'esercizio fisico sono i migliori vaccini per l'influenza.

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  6. Anonimo30/1/15

    Gli antibiotici NON sono efficaci contro i virus; tipiche infezioni virali sono il raffreddore, l'influenza, la laringite, le bronchiti, il croup e la maggior parte dei mal di gola (faringiti).
    Usare gli antibiotici quando non sono necessari (per esempio per il raffreddore o l'influenza) può portare allo sviluppo di antibioticoresistenza (i batteri sono "antibiotico-resistenti" quando non possono essere uccisi dall'antibiotico).

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  7. Ecco i principali accorgimenti da adottare per prevenire l’influenza:
    - Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone (non dimenticare anche tra le dita) o frizionarle con gel alcolico.
    Link Lavaggio Mani Ministero della Salute
    - Non mettere le dita in bocca
    - Non mangiare le unghia
    - Non strofinarsi gli occhi con le mani
    - Non toccarsi il naso con le mani
    - Allontanarsi da persone che tossiscono

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    1. Anonimo23/1/20

      Coprite la bocca e il naso con un fazzoletto quando starnutite o tossite (non con le mani).

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    2. Anonimo27/2/20

      L’unica concentrazione battericida del Alcol è 70%. Se è superiore aiuta addirittura i batteri a proliferare.

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  8. Anonimo5/8/15

    "L'influenza è quella malattia che se la curi dura sette giorni e se non la curi dura una settimana".
    Qualunque medico vi dirà che l'influenza guarisce spontaneamente, e che i farmaci antinfluenzali non la curano, ne alleviano solo i sintomi

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  9. Anonimo29/8/15

    Una doccia fredda potrebbe essere un ottimo modo per prevenire raffreddori, influenze e infezioni. Infatti un esperimento fatto un po' di anni fa a Praga su alcuni giovani uomini atletici ha studiato l'effetto che hanno le immersioni in acqua fredda su quest'ultimi.

    I ragazzi si sono immersi in acqua a 14°C tre volte alla settimana per sei settimane e fra i vari cambiamenti e' stato notato un notevole aumento di due particolari tipi di globuli bianchi: linfociti e monociti. I linfociti sono utili per eliminare batteri, virus e tossine mentre i monociti invece si "nutrono" di materiali estranei e patogeni che attaccano il nostro sistema immunitario.

    I ricercatori ritengono che l'aumento del tasso metabolico che deriva dal tentativo del corpo di scaldarsi, attiva il sistema immunitario e risponde rilasciando una maggior numero di globuli bianchi.

    Pertanto e' abbastanza ragionevole pensare che le persone che si fanno regolarmente delle docce fredde rischiano meno delle altre di prendersi raffreddori, influenze e anche di sviluppare alcune forme di cancro.

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  10. Anonimo3/12/15

    Il cloruro di magnesio cura praticamente tutto… già si sapeva dal 1915, grazie alla scoperta del professor Pierre Delbet… ma nessuno ci ha mai informato, dato il costo irrisorio perché è uno scarto del sale.
    Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.

    Preparazione:
    - Sciogliere 33g di cloruro di magnesio in 1 litro d'acqua
    - Usare una bottiglia di vetro scura. Non utilizzare bottiglie di plastica
    - 1 dose corrisponde a una tazzina da caffè (circa 62,5 ml)
    - Assumere fino a 3 dosi al giorno, prima dei pasti, per curare patologie

    Prevenzione:
    Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori, perciò deve essere preso secondo l’età:
    - dai 40 ai 55 anni: mezza dose al mattino, prima della colazione
    - dai 55 anni ai 70: una dose al mattino, prima della colazione
    - dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera, prima dei pasti

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  11. Per ogni patologia, la medicina più efficace al mondo, per la prevenzione e la cura, è lo Stile di Vita Sano (segui tutti i consigli).
    Inoltre leggi, scarica, stampa e diffondi il Vademecum della Salute e della Vera Medicina, con gli stili di vita delle persone ultracentenarie.

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  12. Anonimo12/4/16

    Gli sbalzi di temperatura sono una delle principali cause di influenza e sintomi influenzali.
    Durante i cambi di stagione vestirsi a cipolla. Cioè indossare più indumenti che all'occorrenza si possono togliere facilmente, in modo da stare bene sia col caldo che col freddo.

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  13. Anonimo26/4/16

    La mancanza di sonno non fa male solo a sistema immunitario, metabolismo dei carboidrati e ormoni che regolano l'appetito. Ricercatori dell'Università di Helsinki hanno infatti scoperto che influenza anche il metabolismo del colesterolo e, di conseguenza, la salute dei vasi sanguigni. I risultati dello studio, pubblicati su Scientific Report, aiutano a spiegare il più alto rischio di malattie cardiovascolari osservati nelle persone private del sonno.

    Leggi:
    La “Medicina” per l’Insonnia

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  14. Anonimo20/5/16

    La Dieta Mima-Digiuno (DMD) ha degli effetti positivi duraturi sullo stato di salute dell'organismo con cambiamenti in fattori di rischio associati a invecchiamento, patologie cardiovascolari, diabete, obesità e cancro. E potrebbe inoltre rafforzare vari sistemi, tra cui quello immunitario e nervoso.

    Consiste nel adottare periodicamente un’alimentazione a basso contenuto di proteine e a bassissimo contenuto di zuccheri, per soli 5 giorni, ogni 3-6 mesi a seconda della circonferenza addominale e dello stato di salute, e sotto controllo medico.

    Viene ricordata e proposta in “prima pagina” negli eventi di maggio e novembre.

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  15. Anonimo23/6/16

    Influenza Intestinale
    I sintomi sono facilmente riconoscibili: disturbi a stomaco e intestino che possono portare ad accusare crampi, vomito, diarrea, inappetenza e di conseguenza debolezza. In alcuni casi compaiono poi anche febbre (generalmente non troppo alta) e dolori articolari.
    Come dobbiamo comportarci già alla comparsa dei primi sintomi? Pochi e semplici regole possono limitare i danni:
    1) Bere molto
    2) Stare a riposo
    3) Mangiare leggero (tè, riso, pasta in bianco, carne e pesci molto magri…)
    4) Evitare alcuni cibi (latte e latticini, i fritti, alimenti grassi, dolci, caffè, bevande zuccherate, gassate o l’alcool…)
    5) Non abusare di farmaci (compresi gli antibiotici che non hanno alcun effetto sui virus)
    6) Assumere fermenti lattici (il lievito di birra fresco, tipo il lievital, è un valido sostegno per la flora batterica intestinale. Dividilo in 4 parti ed ogni giorno ne bevi un pezzetto sciolto in un bicchiere d’acqua).
    Inoltre, fai il pieno di fermenti, mangiando ogni giorno uno yogurt come spuntino. Io preferisco lo yogurt greco della LIDL, però aggiungo un cucchiaino raso di zucchero.
    7) integratori salini (in caso di vomito)

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  16. Anonimo27/9/16

    Secondo uno studio dell'università di Yale il cibo (in particolare la zuppa di pollo) è di aiuto nel caso di un'influenza, un raffreddore o un'altra infezione virale (come in questo caso).
    Invece per le infezioni batteriche, il digiuno è una scelta migliore che aumenta le probabilità di guarigione.

    Nel caso di infezione batterica c'è una grande produzione di radicali liberi, molecole molto dannose per l'organismo, che è contrastata dal digiuno.
    I virus non danno invece questo effetto e quindi il corpo 'richiede' cibo per riguadagnare forza e combattere l'infezione.

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    1. Anonimo26/12/25

      Brodo e zuppe aiutano a guarire fino a due giorni e mezzo prima dalle infezioni respiratorie acute, come raffreddore, influenza e Covid.
      I quattro lavori più rigorosi hanno coinvolto in totale 342 partecipanti e testato tre varietà di zuppe: pollo, d'orzo e verdure.
      Pronta guarigione. Uno di questi ha trovato che i malati guarivano fino a 2,5 giorni prima se consumavano zuppa, e che per loro i sintomi dell'infezione, come congestione nasale, affaticamento e mal di gola, erano più lievi.
      L'ipotesi è che questi alimenti, ricchi di nutrienti e sostanze antinfiammatorie (aglio, zenzero, cipolla) aiutino a controllare una risposta immunitaria eccessiva e favoriscano, essendo caldi, il transito del muco. Ma i benefici derivano anche dal gesto di cura dietro alla loro preparazione: una coccola che fa subito sentire meglio. (Focus)

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  17. Anonimo12/3/18

    L’impiego prolungato di probiotici riduce il rischio di ammalarsi di influenza.
    Leggi: Probiotici e Prebiotici

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  18. Anonimo16/10/18

    I modi per proteggersi (OMS):
    - fare il vaccino antinfluenzale
    - evitare di stare vicino a persone malate
    - non toccarsi spesso occhi, naso o bocca perché in questo modo i germi hanno più probabilità di entrare nel corpo
    - disinfettare le superfici se condivide casa con chi è malato
    - lavarsi spesso le mani

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  19. Anonimo21/11/18

    Perché ci ammaliamo quando fa freddo? La sciarpa protegge dal mal di gola? Domande e risposte
    Ogni anno quando si abbassano le temperature siamo alle prese con raffreddore, tosse e la temutissima influenza. Ma è il freddo che ci fa ammalare e perché? Lo abbiamo chiesto al dottor Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano

    Il freddo eccessivo «congela» i meccanismi di difesa
    È un falso mito affermare che il freddo congela il nostro sistema immunitario, ma le basse temperature sono strettamente correlate a un altro importante meccanismo di difesa del nostro apparato respiratorio chiamato clearance mucociliare. «Le cellule “cigliate” che si trovano nella trachea sono deputate a spostare verso l’esterno il muco, che ingloba polveri e minuscoli corpi estranei, compresi virus e batteri, penetrati nelle vie aeree. Il freddo paralizza il movimento di queste “ciglia” e di conseguenza il muco ristagna con tutta la sua carica virale o batterica», chiarisce Pregliasco. L’effetto negativo del freddo sulla clearance mucociliare è amplificato dallo sbalzo termico che si verifica nel passaggio dall’ambiente interno molto caldo e quello esterno particolarmente gelido (ma anche viceversa, in estate da ambienti con aria condizionata molto freschi ad ambienti torridi).

    Sciarpe e berretti difendono davvero da raffreddamenti e influenza?
    Sì, quando fa molto freddo sciarpe e berretti sono fondamentali proprio per non respirare aria fredda e garantire il funzionamento ottimale della clearance mucociliare: tenendo al caldo le vie aeree, come detto, si garantisce l’espulsione di virus e batteri proprio grazie al lavoro delle cellule cigliate.

    I bambini possono giocare all’aperto quando fa freddo?
    «Come detto l’influenza si trasmette più facilmente in ambienti chiusi e umidi, quindi ben venga il gioco all’aperto. Ma se le temperature sono particolarmente rigide è indispensabile coprirsi molto bene (se mai togliersi uno strato di abbigliamento in un secondo momento quando ci si scalda correndo) per mantenere un adeguato equilibrio termico. La sciarpa scalda l’aria che si immette nell’organismo ed evita che si paralizzi per il freddo l’apparato mucocigliare che ha il compito, come spiegato, di respingere virus e batteri», conclude Pregliasco.

    Se si esce con i capelli bagnati si può prendere il raffreddore?
    Influenza e raffreddori sono causati da virus, che possono colpire indipendentemente se si hanno i capelli bagnati o asciutti. Ciò detto è consigliabile non prendere freddo e vestirsi in modo adeguato alle temperature.

    La correlazione tra freddo e influenza
    «Le forme simil influenzali si diffondono nei momenti degli sbalzi termici, in autunno e inizio primavera. Quando invece c’è freddo intenso e prolungato allora scatta l’influenza, ma che cosa davvero faccia da miccia è ancora oggetto di studio», spiega il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. Varie ricerche hanno cercato una correlazione tra la diffusione delle infezioni e gli elementi che caratterizzano gli inverni come appunto freddo, umidità e piogge, ma sul tema non c’è ancora chiarezza. La sola esposizione al freddo non può però causare una malattia infettiva. Le infezioni respiratorie e l’influenza sono dovute a specifici microrganismi (virus e batteri) che una volta raggiunto l’organismo umano penetrano al suo interno, si riproduco e causano la malattia.
    [CONTINUA]

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  20. Anonimo21/11/18

    I batteri si riproducono meno al freddo
    Per la verità microrganismi come i batteri patogeni con il freddo si riproducono meno. Tecnicamente il freddo indebolisce questi microrganismi quindi, in teoria, in inverno dovrebbero diffondersi meno (non è la stessa cosa però per i virus, dove la variabile temperatura è indifferente). Per capire il meccanismo un esempio classico è il frigorifero: il freddo impedisce ai batteri presenti sul cibo di proliferare e farlo andare a male.

    Ma allora perché ci ammaliamo col freddo e in inverno?
    «Il gelo è una causa indiretta di infezioni e raffreddori. Il freddo intenso costringe le persone a stare più a lungo in un ambiente riscaldato, in genere umido e ristretto come possono essere uffici, scuole, metropolitana, cinema. Sono tutte caratteristiche perfette non solo per la proliferazione dei microrganismi, ma anche per la loro diffusione attraverso il contatto o tramite le goccioline di saliva. Il freddo, in pratica, costringendoci a restare più a lungo al chiuso, aumenta le occasioni di condividere virus e batteri», chiarisce il virologo Fabrizio Pregliasco.

    Perché l’influenza non c’è in estate?
    In agosto l’influenza compare con il suo picco in Australia, in autunno e in primavera all’equatore. In verità l’influenza c’è sempre, ma i casi aumentano quando calano le temperature e aumenta l’umidità. Come detto le cause di questo meccanismo non sono ancora del tutto chiarite.

    Quanto sopravvivono i virus su una superficie?
    Le goccioline che contengono i virus possono rimanere “infette” per diverse ore. In genere i germi rimangono attivi più a lungo (fino a 8-12 ore) su acciaio inossidabile, plastica e superfici dure rispetto a tessuti morbidi. Altri fattori come la qualità dei virus depositata su una superficie, la temperatura e l’umidità dell’ambiente determinano il tempo in cui i germi del raffreddore e dell’influenza rimangono attivi all’esterno del corpo.

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  21. Anonimo19/10/19

    Acetilcisteina
    Normalmente usato come mucolitico: tosse, bronchite, malattie respiratorie… ma anche nel trattamento dei sintomi influenzali e parainfluenzali.

    Ha anche proprietà depurative. Stimola la produzione di glutatione: un potente antiossidante.
    Può avere proprietà antiapoptotica, epatoprotettrice e nefroprotettrice…

    Da assumere ciclicamente per prevenzione

    Farmaci commerciali: Fluimucil, Rinofluimucil, Solmucol…

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  22. Anonimo24/2/20

    La Propoli
    La propoli è un rimedio fitoterapico. Test clinici hanno messo in evidenza le importantissime attività che la propoli è in grado di esercitare sull'organismo: in particolare, per il suo elevato potere antibatterico, antivirale ed antimicotico.

    La propoli dimostra una buona attività antivirale di inibizione sui generi Herpes simplex e Corona virus, ma anche sui ceppi virali dell'influenza A e B, parainfluenza 1-2-3, adenovirus e virus respiratori.

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  23. Anonimo24/2/20

    Privilegiare una alimentazione a base di frutta e verdura, facendo soprattutto grandi scorte di vitamina C.
    Tra gli alimenti più ricchi di vitamina C troviamo arance, peperoni, carote, broccoli, cavolfiori, fragole, spinaci, limoni, pompelmo, kiwi, pomodori, lattuga e banane.

    Leggi altre informazioni sulla Vitamina C.

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  24. Anonimo24/2/20

    Bere molto durante l’influenza aiuta ad evitare gli effetti della disidratazione che potrebbero comparire a causa dell’innalzamento della temperatura corporea che spesso si accompagna all’influenza.

    Seppur durante l’influenza, con la febbre, non sempre si avverta la sete, è necessario però bere molto per reintrodurre i liquidi che si perdono con l’innalzamento della temperatura.

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  25. Anonimo24/2/20

    Riposa il più possibile
    Quando sei malato, il corpo deve impegnarsi molto per guarire e si svuota di tutte le energie, di conseguenza ti senti più stanco del solito quindi devi riposare di più.
    Se cerchi di svolgere più attività di quante sei fisicamente in grado di fare, potresti prolungare i tempi di guarigione e aggravare i sintomi.
    L'ideale è dormire 8 ore a notte, ma dovresti riposare anche di più quando sei malato. Cerca di dormire e fai qualche pisolino durante tutto l'arco della giornata.

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  26. Anonimo24/2/20

    Mantieniti al caldo
    Se cerchi di tenere la temperatura del corpo più alta, puoi accelerare il processo di guarigione.
    Ricorda di impostare il riscaldamento di casa a un livello abbastanza alto, in modo che il calore sia sufficiente alle tue esigenze.
    Puoi anche vestirti con indumenti pesanti, stare sotto le coperte o usare una stufetta elettrica portatile.
    Il calore asciutto può compromettere maggiormente il naso e la gola, perché ne secca le mucose e quindi peggiora i sintomi.
    Dovresti accendere un umidificatore nella stanza in cui prevedi di trascorrere la maggior parte del tempo, per garantire sufficiente umidità dell'aria.

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  27. Anonimo9/3/20

    Le complicanze dell'influenza e del coronavirus includono la polmonite virale.
    La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio caratterizzata dall'infiammazione degli alveoli polmonari.
    Leggi: Antinfiammatori Naturali

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  28. Anonimo13/4/20

    “Grandi studi epidemiologici, hanno dimostrato che chi ha un’alimentazione ricca di fibre vegetali, soprattutto di cereali integrali, muore meno, oltre che di diabete, di infarto e di cancro, anche di malattie infettive.

    Già 50 grammi di cereali integrali al giorno riducono significativamente la mortalità per malattie infettive e 90 grammi al giorno la riducono del 25%. È sufficiente mangiare pane integrale invece di pane bianco, riso integrale invece di riso bianco, oppure zuppe di orzo o farro decorticato, o sorgo, miglio, grano saraceno.

    Le fibre fanno funzionare bene l’intestino, nutrono i microbi buoni che vivono nell’intestino e lo mantengono in buona salute, e se l’intestino è sano anche il sistema immunitario è sano e ci difende dalle infezioni”.

    "I grandi studi epidemiologici mostrano che la mortalità per malattie infettive (oltre che per diabete, infarto e cancro) è associata anche al consumo di carne."

    Franco Berrino

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  29. Anonimo16/9/20

    Integratori utili in caso di Coronavirus:
    • Lattoferrina - Efficace contro il Covid-19
    • Quercetina - Inibitore specifico del Sars-CoV-2
    • Vitamina D - Carenza collegata al tasso di mortalità

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    1. Anonimo18/9/20

      Pare che i decessi in seguito a Coronavirus, siano causati da trombosi e infarto del miocardio.
      Leggi: La “Medicina” per le Patologie Cardiovascolari

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    2. Acqua ossigenata come trattamento anti contagio Covid.
      In sintesi:
      - sciacqui della mucosa orale (concentrazione al 3%) almeno tre volte al giorno
      - allo 1,5% mediante nebulizzazione delle cavità nasali
      - utilizzo dello iodopovidone allo 0,6% istillato come collirio 2 volte al giorno. Da ricerche ho trovato: Iodim collirio

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    3. • Endovir stop (spray anti-covid)
      Previene le infezioni virali respiratorie. Le molecole appartengono alla categoria dei polifenoli e delle ciclodestrine.

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    4. Perlamunal
      - Lattoferrina
      - Zinco
      - Vitamina E
      - Vitamina C
      - Vitamina D3

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    5. Anonimo27/10/20

      Il migliore è Perlamunal 200 gocce perché ha molta più lattoferrina rispetto allo sciroppo.
      Il dosaggio giornaliero di 2 ml va bene per adulti e bambini.
      Va preso la mattina a digiuno.

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    6. Anonimo30/11/20

      Secondo nuovi esperimenti descritti in uno studio pubblicato su Phytotherapy Research, il resveratrolo, una sostanza fenolica prodotta dalle piante spermatofite, sembra inibire la replicazione del virus SARS-CoV-2, il virus che ha scatenato la pandemia di COVID-19, almeno per quanto riguarda esperimenti condotti in vitro.

      Inoltre notavano che lo stesso resveratrolo, quando applicato prima che avveniva l’infezione, inibiva la replicazione del virus solo del 20%. Quando applicato dopo l’inizio dell’infezione, riusciva ad inibire la replicazione del 98%. Sono risultati che indicano che è efficace soprattutto quando il virus è già ormai presente nel corpo e che quindi eventuali assunzioni di natura “preventiva” potrebbero non risultare molto efficaci.

      Ho trovato: HIMUNOStar FORTE (integratore alimentare di Zinco, con Astragalo, Echinacea, Papaya, Resveratrolo)

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    7. Anonimo5/1/21

      "riteniamo che il virus possa essere neutralizzato prima che raggiunga l'epitelio, cosa che avviene mediamente nel giro di due giorni, potenziando le difese naturali con un gargarismo di acqua ossigenata al 3%, uno spray nasale sempre a base di acqua ossigenata all'1,5%, e un collirio per gli occhi a base di acidoipocloroso allo 0,01% o, in alternativa, a base di iodopovidone allo 0,6, da fare una volta al giorno"
      Fonte: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/01/05/covid-ricercatori-napoli-acqua-ossigenata-previene-virus_35f89539-bb8c-43b8-bd32-e2d49d636281.html

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    8. Anonimo15/1/21

      Associare vitamina D alla terapia a primi sintomi Covid
      Nella strategia di prevenzione del contagio da Sars-CoV2 è fondamentale assicurare valori ematici elevati adeguati di vitamina D3 (perché sono direttamente correlati ad una aumentata risposta immunitaria), in supporto alla terapia contro la malattia, nonché alla terapia della sindrome post-Covid, poichè la modulazione della risposta immunitaria della vitamina D contrasta la tempesta citochinica infiammatoria.

      Nel periodo compreso tra il 21 settembre ed il 21 novembre 2020, nella stazione Covid della postazione medicalizzata fissa 118 dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto è stato documentato come nella totalità dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta secondaria a polmonite interstizio-alveolare, deficit estremamente severo di vitamina D3, tanto più marcato quanto più compromesse erano le condizioni cliniche.

      La vitamina D3 - chiarisce inoltre il presidente della Società scientifica - non è solo una vitamina come comunemente si ritiene quanto un vero e proprio ormone, che interviene nella regolazione della risposta infiammatoria sistemica, nella modulazione della risposta immunitaria sistemica, nei meccanismi di protezione contro il danno polmonare acuto (sindrome da distress respiratorio acuto), nei meccanismi di riparazione del polmone colpito da insulti infiammatori iperacuti quali la polmonite da Covid-19, nonché di prevenzione della fibrosi polmonare in fase sindromica post-Covid-19. (ANSA)

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    9. Anonimo2/3/21

      La B6 (piridossina) potrebbe prevenire le forme più gravi di Covid-19
      “I coronavirus e l’influenza sono tra i virus che possono causare lesioni polmonari letali e morte per sindrome da di stress respiratorio acuto. Le infezioni virali evocano una tempesta di citochine, che porta a infiammazione delle cellule endoteliali capillari polmonari, infiltrazione di neutrofili e aumento dello stress ossidativo”.

      La trombosi (coagulazione del sangue) e la tempesta di citochine (iperinfiammazione) potrebbero essere strettamente legate alla gravità del Covid-19.
      Considerando che la vitamina B6 è un nutriente anti-trombosi e anti-infiammatorio e che una carenza di questa vitamina è associata a una funzione immunitaria inferiore e a una maggiore suscettibilità alle infezioni virali, va da se come potrebbe essere utile anche nella lotta al Covid-19.

      “La vitamina B6 ha una stretta relazione con il sistema immunitario. I suoi livelli scendono sempre nelle persone con infiammazioni croniche come obesità, diabete e malattie cardiache. Possiamo vedere dalle notizie che le persone obese e diabetiche sono ad alto rischio di COVID-19. Quindi, il nostro tentativo in questo articolo è di far luce sul possibile coinvolgimento della vitamina B6 nel diminuire la gravità del COVID-19” (greenMe)

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    10. Anonimo17/3/21

      Covid, all’aperto è quasi impossibile il contagio anche se l’aria è inquinata
      Lo studio dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia. Vivere in un luogo con molto smog, di per sé, non favorisce la trasmissione del virus.

      Le possibilità di contagiarsi di Covid-19 all’aperto sono infinitesimamente basse. Anche se si vive in aree urbane caratterizzate da una massiccia presenza nell’aria di particolato, quel mix di inquinanti invisibili che rappresentano il frutto delle attività dell’uomo. Sgombera il campo dai dubbi, uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia, pubblicato sulla rivista “Environmental Research”. E aggiunge un tassello in più alla conoscenza di quella che può essere la relazione tra l’andamento della pandemia e la situazione atmosferica. La maggiore diffusione dei contagi nella Pianura Padana ha con ogni probabilità poco a che vedere con il suo essere la zona più inquinata della Penisola. Diverso invece potrebbe essere il discorso se si guarda alle conseguenze in termini di mortalità. È un dato di fatto, d’altra parte, che l’inquinamento mini la salute, a vari livelli. E in questi mesi è divenuto chiaro a tutti che quanto più fragili sono le condizioni di partenza di una persona, tanto più alti risultano i rischi entrando a contatto con il coronavirus.

      Il virus non viaggia con lo smog
      Vivere in un luogo inquinato, di per sé, non favorisce il contagio. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato le concentrazioni di Sars-CoV-2 in aria nelle città di Milano e Bergamo, studiando l’interazione con le altre particelle presenti in atmosfera. Perché la prima ondata della pandemia ha colpito in maniera più rilevante il Nord Italia rispetto al resto del Paese? E perché la Lombardia, in particolare, è stata la regione con la maggiore diffusione del contagio, con oltre 1 caso su 3 alla fine del maggio scorso? Queste le premesse del lavoro degli scienziati, al termine del quale è giunta una parziale “assoluzione” per l’inquinamento. Partendo da una stima delle concentrazioni di particelle virali in atmosfera a Milano e Bergamo in funzione del numero delle persone positive nel periodo di studio, i ricercatori hanno dimostrato che il rischio di contagiarsi in aree pubbliche all’aperto è molto basso. “Anche ipotizzando una quota di infetti pari al dieci per cento della popolazione, sarebbero necessarie in media 38 ore a Milano e 61 ore a Bergamo per inspirare una singola particella virale”, afferma Daniele Contini, dirigente di ricerca nella sede di Lecce dell’Istituto di Scienze per l’Atmosfera e il Clima del Cnr. Segno che il particolato atmosferico non funge da “taxi” per le particelle virali nell’atmosfera.

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    11. Anonimo17/3/21

      Trascurabile il contagio all’aperto
      “A Milano servirebbe avere ogni giorno 45mila positivi in circolazione per avere una probabilità media del 50 per cento di individuare il Sars-CoV-2 nei campioni di PM10”, è la stima di Vorne Gianelle, responsabile del centro specialistico di monitoraggio della qualità dell’aria di Arpa Lombardia. A ciò occorre aggiungere che, seppure una persona entrasse a contatto con una singola particella virale, non è detto che il contagio si concretizzerebbe. Il virus, infatti, oltre che presente, deve essere vivo. Ed è stato dimostrato che la sua degradazione nell’aria – per esempio a seguito di uno starnuto da parte di un positivo, anche asintomatico – si completa di norma in tre ore. “La maggiore probabilità di trasmissione in aria del contagio, al di fuori di zone di assembramento, appare dunque essenzialmente trascurabile”, aggiunge Contini. Nessun rischio in più, di conseguenza, sembra derivare dalle attività svolte all’aperto anche in un luogo di forte circolazione del virus. Naturalmente, se da soli o accompagnati da poche persone. E nel rispetto sia del distanziamento sociale sia dell’uso della mascherina. Completamente diverso invece lo scenario nei luoghi chiusi, dove l’eventuale accumulo e la permanenza di particelle virali può determinare conseguenze più gravi, soprattutto se si rinuncia a coprirsi la bocca e il naso.

      Malattia più aggressiva per l’inquinamento?
      L’inquinamento non sembra essere stata dunque la causa della maggiore diffusione del virus nel Nord del Paese, tra febbraio e maggio. “Anche perché, con la seconda ondata, abbiamo visto che anche il Mezzogiorno è risultato vulnerabile”, è la considerazione con cui Contini dà sostanza ai dati. Più probabile che a penalizzare in primis la Lombardia sia stata la forte industrializzazione: non tanto per questioni legate all’inquinamento, quanto alla densità abitativa e all’elevato numero di contatti internazionali. Diverso invece potrebbe essere il discorso relativamente all’impatto sulla salute che l’infezione e la malattia (Covid-19) possono avere avuto su persone rese più vulnerabili dall’abitudine a respirare aria malsana. È noto, infatti, che l’inquinamento ambientale aumenta la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, metaboliche e polmonari. Ragion per cui, nelle aree più inquinate, è maggiore la quota di popolazione più esposta alle complicanze da Covid-19. A ciò occorre aggiungere che il particolato inquinante comporta un incremento della risposta infiammatoria a livello polmonare. Questo aspetto, in presenza di Sars-Cov-2, può favorire la comparsa di sintomi più gravi.

      Fonte: La Repubblica

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    12. Anonimo7/4/21

      Covid, «solo 1 contagio su 1.000 avviene all'aperto»

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    13. Anonimo9/4/21

      Covid, il rischio di contagio da superfici è di 1 su 10 mila (greenMe)

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    14. Anonimo1/5/21

      Anche un lieve sovrappeso può aggravare il Covid
      Un Indice di massa corporea (Bmi) ideale è quello compreso tra 19 e 25, ma i risultati del nuovo studio dimostrano che, per ogni punto oltre la soglia dei 23, il rischio di finire in ospedale a causa di complicazioni legate al Covid aumenta del 5%.

      "Anche un piccolo aumento del BMI superiore a 23 kg/m 2 è un fattore di rischio per l’insorgere di forme più gravi da SARS-CoV-2. Le persone con eccesso di peso, anche in assenza di altre patologie, corrono un rischio sostanzialmente maggiore di ricovero in ospedale e in terapia intensiva e di decesso a causa del Covid-19, specialmente per i giovani adulti (di età compresa tra i 20 ei 39 anni) e le persone di colore." (greenMe)

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    15. Anonimo6/5/21

      La trasmissione del covid in ambienti chiusi per aerosolizzazione sarebbe "molto meno probabile" rispetto al contagio per contatto diretto con gocce di saliva, il cosiddetto 'droplet', o ciò che rimane sulle mani e le superfici.

      "Nell'ambito della sorveglianza che l'ingegneria chimica del policlinico porta avanti è stato posto un gorgogliatore all'interno di alcuni reparti a rischio con pazienti covid positivi - spiega Bassetti -: lo strumento non ha rilevato tracce di virus nell'aria".

      Bassetti rimarca come a livello internazionale ad oggi non esistano ricerche scientifiche certe che "dimostrino come all'interno di un ambiente chiuso i soggetti mai venuti a contatto l'uno con l'altro si siano contagiati". (ANSA)

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    16. Anonimo13/5/21

      Al via i primi test sull'uomo per lo spray nasale anti Covid
      Il meccanismo di azione dello spray AOS2020 si fonda sull'azione di lavaggio di una soluzione coadiuvata dalla potente efficacia antimicrobica dell'acido ipocloroso, che è in grado di rimuovere e uccidere in meno di un minuto virus e batteri, incluso il Sars-CoV-2 anche nelle sue diverse mutazioni, come dimostrato in vitro.

      L'acido ipocloroso è una sostanza prodotta dalle cellule del nostro sistema immunitario per combattere le infezioni.

      Prodotti simili sono già utilizzati da diversi anni in altre indicazioni.
      "Lo studio clinico randomizzato valuterà se la soluzione spray, usata per irrigare, idratare e pulire le mucose nasali 3 o 5 volte al giorno a intervalli regolari, sia sicura ed efficace in pazienti positivi a Sars-CoV-2 con pochi sintomi, in aggiunta alle terapie standard, per ridurre la carica virale nel naso. Diminuire la quantità di virus presente nel naso potrebbe infatti prevenire l'insorgenza di sintomi più gravi e migliorare il decorso della malattia nella fase iniziale, riducendo anche la probabilità di trasmissione del virus anche ad altri soggetti". (ANSA)

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    17. Anonimo8/7/21

      Un aerosol per curare il Covid19 e le sue varianti attraverso polifosfati a catena lunga
      I polifosfati (PolyPs) a catena lunga possono combattere la malattia provocata dal virus SARS-CoV2 e dalle sue varianti. Ed è già pronta la soluzione che li contiene, da nebulizzare per aerosol nei pazienti affetti da COVID19.

      Attualmente i PolyPs (con catena >10 fosfati) sono utilizzati come additivi alimentari. È noto, inoltre, che tetrafosfati ed i polimeri più lunghi sono in grado di inibire significativamente l'infezione da HIV-1 in vitro. Studi recenti hanno rivelato che i PolyPs (con catena > o uguali a 40 fosfati) inibiscono l'infezione da SARS-CoV-2, legando con la proteina Spike.

      I ricercatori hanno dimostrato che i PolyPs inorganici a catena lunga (PolyP120) posseggono un'attività antivirale contro le varianti di SARS-CoV2, inclusa la variante Inglese. I PolyPs sono in grado di inibire l'ingresso e la replicazione del virus SARS-CoV-2 riducendo la quota di proteina ACE2 e dell'RNA polimerasi RNA-dipendente virale attraverso una degradazione intracellulare proteasoma dipendente.

      E non è tutto. «La loro attività risulta efficace anche contro l'espressione delle citochine iniziatrici della cosiddetta "tempesta citochinica" indotta dal virus SARS-CoV2. È possibile ipotizzare pertanto un loro utilizzo nelle terapie preventive o durante le prime fasi di infezione».

      «I PolyPs sono molecole non tossiche con una sostanziale attività anti SARS-CoV-2. Abbiamo scoperto che sono già efficaci attraverso la nebulizzazione con aerosol. Questa capacità è stata "misurata" in cellule umane in vitro in laboratori BLS3 dopo 72 ore di infezione con la variante Inglese, il cui ingresso e replicazione nelle cellule umane hanno subito una inibizione fino al 99 %. Inoltre, l'efficacia anti-virale dei PolyP è indipendente dalle varianti di Sars-Cov-2».

      «Siamo riusciti a determinare l'efficacia dei polifosfati ad una concentrazione di 555.000 volte inferiore rispetto alla dose massima tollerata dall'uomo».

      (UNINA)

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    18. Anonimo19/7/21

      "Abbiamo scoperto che gli organismi in stress ossidativo erano più soggetti all'infezione, quindi ne abbiamo dedotto che aumentando le riserve di glutatione con la flebo avremmo ristabilito il sistema redox 'riducente-ossidante' e normalizzato il processo di metilazione che serviva a bloccare la replicazione del virus"

      "In 4 non rispondevano alla terapia, forse perché si trattava di una variante più aggressiva quindi sono andato di persona a somministrare una flebo con glutatione 1 gr. e 800 mg., 600 mg. di acetilcisteina e una fiala di vitamina c, fatta questa terapia con due flebo dopo due giorni abbiamo risolto con successo questi casi che stavano prendendo una brutta piega. Adesso i pazienti stanno bene e tutti negativizzati". (ANSA)

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    19. Anonimo31/7/21

      Riguardo agli integratori, di cui si fa grande uso in questo periodo, Andreoni sottolinea: "non sono una cura, ma è vero che un organismo che presenta carenze di sali minerali e vitamine risponde meno bene alle infezioni. In particolare nel caso del Covid, studi mostrano che chi ha una carenza di vitamina D ha un andamento peggiore rispetto a chi ne ha nel sangue una quantità normale. Quindi le carenze andrebbero evitate e reintegrate".

      Integratori di vitamina d e lattoferrina per prevenire e combattere più efficacemente l'infezione.

      La comune aspirina è da preferirsi al paracetamolo (la Tachipirina è il più famoso paracetamolo, ma ce ne sono tanti altri generici).
      Il paracetamolo, infatti, spiega Remuzzi, non solo ha una bassa attività antinfiammatoria ma, secondo alcuni esperti, diminuisce le scorte di glutatione, una sostanza che agisce come antiossidante.
      La carenza di glutatione potrebbe portare ad un ulteriore peggioramento dei danni causati dalla risposta infiammatoria, che si verifica durante l’infezione Covid.

      In sintesi, il protocollo delle cure domiciliari di soggetti positivi a SarsCoV-2 consiglia:
      • nessuna terapia per i casi asintomatici;
      • una terapia sintomatica, con ricorso a acido acetilsalicilico (l’aspirina) in assenza di controindicazioni, per i casi con sintomi lievi (febbre non superiore a 38°C e/o lieve sintomatologia respiratoria e/o dolore muscolare) e i casi con sintomi moderati (febbre persistente > 38.5°C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, ma saturazione dell’ossigeno a riposo in aria ambiente ≥ 93% oppure ≥ 90% in pazienti con patologie polmonari croniche).
      Nei casi di pazienti di età superiore a 60 anni, ridotta mobilità o presenza di altri fattori di rischio: quando il medico di base rivela sintomi moderati può prescrivere eparina, antibioticoterapia da valutare caso per caso in base all’impegno polmonare (da non avviarsi all’esordio dei sintomi, ma in caso di sospetta sovrainfezione batterica) o cortisone indicato solamente dopo 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi (da evitarsi in chi non presenta segni di compromissione respiratoria).

      Una saturazione dell’ossigeno sotto al 92% e una febbre sopra i 38 gradi da più di 72 ore.
      Ecco i due campanelli d’allarme che devono far scattare la reazione immediata dei malati di Covid e dei medici di famiglia che li assistono. È urgente cambiare terapia, chiamare le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale).
      E nel caso anche il «test della sedia» o il «test del cammino» confermino il livello di saturazione misurata dal saturimetro sotto il 92% - segnale di una polmonite in corso - chiamare il 112 e andare in ospedale.

      Antibiotici, cortisone ed eparina hanno un ruolo fondamentale per curare il Covid-19, ma questa triade è utilizzata molto spesso a sproposito nei pazienti non gravi. "Riscontriamo un uso improprio di questi strumenti che, se utilizzati al momento sbagliato, creano più danni che benefici.
      I dati di letteratura scientifica però "mostrano che i pazienti che utilizzano cortisone troppo precocemente hanno un andamento peggiore rispetto a chi che lo ha usato quando la malattia si è aggravata, anche perché diminuisce le difese immunitarie dell'organismo".

      Antivirali e antimalarici, invece, bocciati.

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    20. Anonimo8/8/21

      Fenofibrato contro il Coronavirus, ricerca: «Il vecchio farmaco è in grado di bloccare il Covid nei polmoni»
      Il fenofibrato, un medicinale che aiuta a "sciogliere" il grasso che si accumula nei polmoni, si potrebbe ridurre la gravità di Covid-19 a poco più di un comune raffreddore. Impedirebbe la capacità del SARS-CoV-2 di riprodursi e in alcuni casi addirittura di farlo scomparire.

      La ricerca mostra che con questo trattamento è possibile riprendere il controllo del virus e "malnutrirlo". In questo modo il virus viene privato delle risorse necessarie per sopravvivere.

      Ciò che hanno scoperto i ricercatori è che il coronavirus previene la combustione ordinaria di carboidrati, con conseguente accumulo di grandi quantità di grasso all'interno delle cellule polmonari, una condizione che il virus deve riprodurre costantemente per sopravvivere. "Comprendendo come SARS-CoV-2 controlla il nostro metabolismo, possiamo riprendere il controllo del virus e privarlo delle risorse necessarie per sopravvivere", osservando che la ricerca può anche aiutare a spiegare perché i pazienti con livelli elevati di zucchero e colesterolo nel sangue sono spesso a rischio particolarmente elevato di sviluppare Covid-19.

      Il fenofibrato ha fatto sì che le cellule iniziassero a bruciare i grassi, causando la scomparsa quasi totale del virus in soli cinque giorni di trattamento. Gli scienziati hanno scoperto che consentendo alle cellule polmonari di bruciare più grasso, il farmaco blocca automaticamente la loro capacità di riprodursi.

      Il Covid-19 determina una rallentata demolizione di questi grassi che, accumulandosi, determinano la grave, talvolta letale infiammazione polmonare.

      https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/fenofibrato_coronavirus_farmaco_cura_controindicazioni_costo-5357321.html

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    21. Anonimo11/9/21

      Il Protocollo per la gestione dei pazienti affetti da COVID-19 del ASL di Salerno prevede tra le altre cose:
      - Fluimucil 600 mg 1 compressa ogni 12 ore
      - Vitamina C 1000 mg ogni 12 ore per 10 giorni

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    22. Leggi il libro:
      Guarire il Covid-19 a Casa
      Manuale per Terapia Domiciliare Personalizzata - di Mauro Rango - Movimento Ippocrate

      Tra le varie cose c'è scritto di non far mai mancare:

      - Vitamina D3
      50.000 U.I. (1.250 mg) / die per 6 gg (se non in profilassi)
      10.000 U.I. (250 mg) /die per 6 gg (se già in profilassi)
      Proseguire con 4.000 U.I./die
      In concomitanza con un pasto grasso (per es. a pranzo)
      Età pediatrica: 200 U.I. (5 mg) /Kg/die fino a negativizzazione

      - Vitamina C
      Da 1 a più g/die, anche in ragione della formulazione

      - Zinco
      Zinco picolinato 30-50 mg/die

      Inoltre:
      Un paziente con glicemia a 95 (considerata normale dai parametri di laboratorio e dalla maggioranza dei medici di base) assommata ad un valore di vitamina D di 30 ng/ml (anch’essa considerato, a torto, normale), pongono il paziente in un rischio maggiore di contagio, in una maggior vulnerabilità al virus e in una predisposizione alla sindrome post-Covid, rispetto ad un paziente che invece ha valori di glicemia che si attestano attorno al valore di 75 e una vitamina D superiore a 40 ng/ml.

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    23. Anonimo23/9/21

      L’importanza di un’alimentazione a basso indice glicemico, sia per prevenire sia per ridurre la gravità dell’infezione da Covid-19, è stata ribadita da un recente studio.

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    24. Anonimo24/9/21

      Per vitamina D extra usa:
      Dibase 10.000 UI/ml gocce orali, soluzione flacone con contagocce 10 ml

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    25. Anonimo24/12/21

      Covid: aggiunta L-arginina alla terapia accelera guarigione
      L'aggiunta dell'integratore L-arginina al trattamento standard dei pazienti ricoverati per Covid-19 riduce la necessità di supporto respiratorio e accorcia i tempi di degenza.
      "Molti pazienti ricoverati in sub-intensiva hanno mostrato segni di danni all'endotelio, evidenziando una buona saturazione, ma una bassa concentrazione di ossigeno".
      Già dopo 10 giorni dall'inizio della somministrazione, il trattamento con due flaconcini al giorno di L-arginina libera da sali determina una riduzione del supporto respiratorio in oltre il 70% dei pazienti trattati, con un deciso miglioramento della funzionalità respiratoria. Questo ha comportato anche una riduzione dei tempi di degenza: 25 giorni rispetto ai 46 dei pazienti in trattamento con il placebo.
      I benefici nel miglioramento della funzione endoteliale hanno avuto dei risvolti positivi anche nel lungo periodo: "Abbiamo notato che tra i pazienti che avevano assunto L-Arginina, anche l'astenia si riduce marcatamente" (ANSA)

      Nei giorni scorsi era apparso un altro articolo che la Vitamina C e l’amminoacido (L-arginina) migliorano sintomi anche del Long Covid:
      https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/12/01/vitamina-c-e-amminoacido-migliorano-sintomi-del-long-covid_fee904d6-d6c8-4857-b471-640cbb80e07b.html

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    26. Covid-19, carenza di vitamina D e perdita dell'olfatto e del gusto
      Il mantenimento dei normali livelli plasmatici di vitamina D non solo può giocare un ruolo nel ridurre i rischi di infezioni acute delle vie respiratorie, ma potrebbe essere importante per il trattamento di due sintomi tipici della malattia da Covid-19, quali l'anosmia e l'ageusia, ossia rispettivamente la perdita dell'olfatto e del gusto lamentati da più pazienti.

      Fonte: https://www.iss.it/news/-/asset_publisher/gJ3hFqMQsykM/content/covid-19-carenza-di-vitamina-d-e-perdita-dell-olfatto-e-del-gusto

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    27. Anonimo7/5/22

      Alterazioni di gusto e olfatto in pazienti con Covid-19
      Effetto dovuto probabilmente alla lesione dei nervi che dal cavo orale trasportano gli stimoli al cervello e all’infiammazione delle aree del cervello coinvolte nell’elaborazione di questi stimoli.

      Leggi: Integratori per il sistema nervoso

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    28. Anonimo9/9/22

      Ci sono voluti alcuni mesi per capire che a uccidere i malati non è Sars-CoV-2, ma l’iper infiammazione scatenata dalla risposta immune. Un attacco violentissimo che parte dal nostro stesso corpo e può danneggiare organi, portare alla formazione di trombi, causare insufficienza respiratoria…

      È divenuto chiaro che non basta agire sui sintomi (febbre, dolori), ma è cruciale colpire il problema alla radice. Nel protocollo del Ministero della Salute sulle cure domiciliari (per pazienti che non richiedono il ricovero) è stata introdotta ad aprile 2021 la possibilità di usare i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), «a meno che non esista chiara controindicazione all’uso».
      È corretto ricorrere ai Fans: acido acetilsalicilico, ibuprofene, ketoprofene…

      https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_settembre_06/covid-antinfiammatori-guida-cure-73eeb16c-2acf-11ed-8fa9-879da6ca29ec.shtml

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    29. Anonimo17/12/22

      Covid, rivoluzione nelle terapie: scoperto il super-farmaco che chiude le porte al virus.
      Il farmaco si chiama UDCA (acido ursodesossicolico) e fino ad oggi è stato usato per curare il fegato.

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    30. Anonimo31/1/23

      Long Covid, scoperto il meccanismo che porta alla stanchezza cronica
      La fatigue causata da un deficit di arginina. Sintomi post infezione per 1 su 3

      Il nuovo studio ha messo in luce che nei pazienti con long Covid si verifica un'alterazione del metabolismo dell'arginina, la quale stimola l'ossido nitrico, enzima chiave per una corretta funzione immunitaria e vascolare.

      I ricercatori hanno inoltre dimostrato che la somministrazione di 1,6 grammi di arginina e 500 mg di vitamina C liposomiale per 28 giorni, riporta il metabolismo dell'arginina a un livello normale e consente di contrastare efficacemente la fatigue. (ANSA)

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  30. Anonimo6/6/22

    Assicurati sempre di avere tutto il necessario per far fronte a eventuali emergenze virali.

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  31. Zinco blocca streptococco e ferma polmonite
    Una ricerca australiana getta luce su un meccanismo con cui lo zinco 'blocca' il progredire di un batterio letale, lo Streptococcus pneumoniae, privandolo di manganese - un metallo di cui necessita per causare polmonite, meningite e altre gravi malattie infettive. Questo rallenta la crescita batterica e la rende vulnerabile all'attacco delle cellule immunitarie.

    L'associazione fra zinco e immunità è ben conosciuta, ma il meccanismo con cui lo zinco offre protezione contro le malattie infettive era finora sconosciuto. Va inoltre osservato, aggiunge lo studioso, che carenza di zinco è un problema di salute globale che colpisce quasi due miliardi di persone, favorendo infezioni respiratorie causate da batteri come lo Streptococcus pneumoniae, che causa oltre un milione di morti l'anno. (ANSA).

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  32. Anonimo2/2/26

    Premesso che l'influenza andrebbe gestita preferibilmente senza farmaci, qualora si presentasse in concomitanza con un evento importante, gli unici medicinali in grado di contrastare efficacemente il virus sono:
    - Tamiflu (via orale) https://www.my-personaltrainer.it/Foglietti-illustrativi/Tamiflu.html
    - Relenza (spray) https://www.my-personaltrainer.it/farmaci/relenza.html

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